Notte di sangue a Milano, dove un ragazzo di soli 18 anni è deceduto a seguito di un incidente stradale mentre si trovava a bordo di un monopattino insieme ad un amico. Sul luogo dell’incidente non sono stati rinvenuti caschi e le forze dell’ordine stanno indagando sia per ricostruire la dinamica dell’incidente sia per comprendere se i due giovanissimi stessero indossando le necessarie protezioni.
L’incidente a Milano
La vittima è stata soccorsa tempestivamente e trasportata in codice rosso alla struttura ospedaliera più vicina. Le sue condizioni però erano troppo gravi e le sue ferite non compatibili con la vita. Lesioni più lievi per l’altro ragazzo a bordo del mezzo a due ruote e per la 21enne che si trovava al volante dell’auto coinvolta. Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, sembra che il monopattino non abbia rispettato un segnale di dare precedenza.
Il mezzo a due ruote proveniva da viale Pirelli e mentre percorreva via Caldirola in direzione piazzale Egeo, arrivato all’incrocio con via dell’Innovazione avrebbe proseguito senza rispettare la segnaletica. L’auto proveniente da via Beccaro non ha potuto fare niente se non travolgerlo. La ragazza alla guida è risultata negativa ai test di alcol e droga.
Le nuove norme più stringenti per il monopattino
L’incidente nella notte tra l’11 e il 12 giugno a Milano è solo l’ultimo di una lunga serie che riguarda i monopattini. Secondo gli ultimi dati Aci-Istat disponibili, nel 2024 si sono verificati 3.895 incidenti stradali che hanno coinvolto monopattini elettrici, con 3.751 persone ferite e 23 morti. Una strage senza fine che ha convinto le autorità del bisogno di misure più stringenti per questi mezzi di trasporto.
Oltre all’obbligo del casco, della maggiore età per guidare i monopattini e dell’obbligo di utilizzare il mezzo uno alla volta, dallo scorso 17 maggio è anche obbligatorio installare un contrassegno identificativo sul parafango o sul piantone dello sterzo dei monopattini elettrici. Il numero identificativo è associato al proprietario e non al mezzo, così da permettere alle autorità di intervenire tempestivamente in caso di effrazione.
Al momento però sono stati emessi solo 50mila “targhini” a fronte dei 200mila stampati. In più, come spiegato dall’Aci, per ora non ci sono dati ufficiali sul numero di monopattini che devono ancora mettersi in regola, perché prima dell’introduzione del contrassegno non era presente alcun registro nazionale del parco circolante. Si stima, comunque, che solo un mezzo su dieci sia del tutto in regola.
Da metà luglio, poi, sarà anche obbligatorio avere l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Una serie di misure finalizzate a rendere le strade italiane più sicure e a regolamentare un ambito che per ora era stato caratterizzato dalla più totale libertà, con tutti i rischi che questa porta con sé.
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