Le parole di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, sull’inutilità dell’esistenza del reato di femminicidio hanno convinto Flamur Sula, padre di una ragazza uccisa dal suo ex fidanzato, a intervenire e fare chiarezza sull’importanza di questo specifico reato. “Femminicidio e omicidio sono due cose ben diverse. Le leggi devono essere severe per chi fa del male alle donne“, ha spiegato, ricordando che sua figlia è stata uccisa senza una reale motivazione.
“Bisogna portare rispetto a mia figlia e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più”, ha continuato, ricordando che solamente chi ha vissuto un dolore simile può permettersi di esprimersi su un argomento tanto delicato, soprattutto dopo gli anni di battaglia spesi dalle famiglie per ottenere un riconoscimento giuridico.
Perché esiste il reato di femminicidio?
Il femminicidio è riconosciuto dalla legge italiana come l’atto di chi uccide una donna “come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o comunque l’espressione della sua personalità”. In sostanza, quando una donna è uccisa perché tale.
Così si spiega la massima di Flamur Sula: “Nostra figlia ci è stata portata via senza un perché, senza un motivo”. Ilaria Sula è stata uccisa dal suo ex fidanzato perché donna, perché non più convinta di volere una relazione, perché pronta a continuare la sua vita senza di lui. Come se fossero motivazioni valide, soprattutto agli occhi di un uomo. Così, è stata uccisa a coltellate, chiusa in una valigia e gettata in una zona boschiva, nella speranza che non fosse mai ritrovata.
Ravetto (Fn): “Così sembra che la vita di una donna valga più di quella di un uomo”
Le parole di Vannacci, quindi, colpiscono una comunità già martoriata dal dolore. Secondo il leader di Futuro Nazionale, però, questo reato non avrebbe necessità di esistere e sarebbe anche pericoloso per la nostra società. “Si tratta di un’assurdità, serve a fare il lavaggio del cervello alla cittadinanza”, ha dichiarato, aggiungendo che il diritto penale starebbe basando l’importanza del reato sulle caratteristiche della vittima e non su quelle dell’illecito commesso.
Una linea difesa anche da Laura Ravetto, esponente di FN e fuoriuscita della Lega, secondo cui in questo modo “passa il principio che la vita di una donna e quella di un uomo hanno un valore diverso”. La situazione secondo la deputata dovrebbe essere risolta solo con l’uso delle aggravanti, altrimenti “sembra un modo per dire che la donna sia un essere inferiore da trattare diversamente”. Una posizione che ignora del tutto i motivi di questo reato, omettendo di ricordare che queste specifiche aggressioni non avverrebbero se la vittima fosse un uomo.
La reazione della politica
Anche il campo progressista e il centrodestra hanno condannato con fermezza le posizioni di FN. “Le parole di Vannacci sul femminicidio sono gravissime e offensive”, hanno sostenuto le senatrici di Italia viva, Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio, e Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato. “Negare la specificità del fenomeno significa ignorare una realtà che continua a colpire il nostro Paese e contro la quale le istituzioni hanno il dovere di intervenire con determinazione”, hanno aggiunto.
“Negare il femminicidio è allontanarsi dalla realtà”, ha chiarito l’assessora lombarda alla Cultura, Francesca Caruso, ricordando che “i fatti ci dicono che esiste una forma di violenza che colpisce le donne proprio in quanto donne”.
Leggi anche: Futuro nazionale, Vannacci chiude l’assemblea. Dal “Femminicidio non esiste” alle stoccate a Salvini
Seguite La Sintesi sui nostri social!


