Dopo il via libera in Senato, il Governo Meloni accelera sul Dl Caccia per ottenere l’approvazione alla Camera entro l’estate, così da avere il provvedimento pronto e trasformato in legge in vista della prossima stagione venatoria, fissata per la terza domenica di settembre. Il testo è stato già trasmesso a Montecitorio e già il 30 giugno mattina inizieranno le discussioni. Lo denunciano sei associazioni ambientaliste – Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf – che in un comunicato congiunto hanno definito l’azione della maggioranza come un vero e proprio “blitz” che riporta indietro il Paese di diversi decenni in relazione ai diritti degli animali.
Il decreto legge a prima firma del capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, e fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, prevede la modifica della legge 157 che regola dal 1992 la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio. Le associazioni chiedono un rallentamento dei lavori affinché il testo possa essere adeguatamente affrontato in Parlamento. “Non c’è in gioco una singola norma, ma una legge quadro, ampia e complessa e con implicazioni sulle convenzioni internazionali”, hanno spiegato nel loro appello ai deputati, ricordando anche i forti dubbi sollevati dalla Commissione Ue sul tema.
La contrarietà dell’opposizione e di parte della maggioranza
Lo stesso centrodestra è diviso su quella che è stata definita la legge “sparatutto“. Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, si è detta del tutto contraria a questo testo e intenzionata a continuare a combattere per l’abolizione totale della caccia in Italia. A chiedere più tutele per la fauna ci sono anche le proposte presentate da Sergio Costa del M5S e Luana Zanella di Avs.
Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha definito il testo “contrario alla Costituzione, in quanto non tutela l’ambiente, non preserva la biodiversità e non lascia un pianeta sostenibile”. Durissimo anche l’intervento di Angelo Bonelli di Europa Verde, che ha criticato la decisione dell’esecutivo: “Di fronte alla crisi climatica, Giorgia Meloni dichiara guerra alla natura autorizzando la caccia nei parchi e ignorando il disastro climatico”. A preoccupare, infatti, sono le concessioni che questo testo garantisce ai cacciatori, definiti da parte della maggioranza “bioregolatori”. La modifica della legge 157 potrebbe violare sia la direttiva Habitat che la direttiva Uccelli, ovvero due capisaldi della biodiversità, ed esporrebbe l’Italia a procedure di infrazione.
Cosa prevede il dl Caccia
Il decreto alleggerisce i divieti per le attività venatorie, aumentando il numero di specie che sarà possibile cacciare e permettendo di catturare i cosiddetti “richiami vivi”, ovvero uccelli che vengono utilizzati in un secondo momento per attirare le prede. Inoltre, sarà possibile cacciare nelle aree protette e durante il periodo di migrazione pre-riproduttiva. I cacciatori potranno anche utilizzare visori notturni, silenziatori e cacciare in zone nevose.
Un certo scetticismo è legato anche al possibile indebolimento dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il suo compito è fornire pareri scientifici sulla caccia, ma la legge “sparatutto” ne diminuisce di fatto l’importanza, rendendo il suo parere non più “vincolante” ma “consultivo”. Inoltre, le Regioni potranno discostarsi dalle sue indicazioni nella definizione del calendario venatorio.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





