giovedì 16 Luglio 2026
La premier Giorgia Meloni, Roma, 25 maggio 2024. ANSA/ UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO/ FILIPPO ATTILI

Dall’addio di Fazio a quello di Sciarelli: cosa resta della Rai dopo quattro anni di TeleMeloni

In quasi quattro anni di governo sono stati numerosi i nomi non graditi all’esecutivo che sono stati eliminati dai palinsesti. Da Bortone a Saviano, passando per le dimissioni di Annunziata e Littizzetto, la Tv pubblica paga questi addii in termini di share

Di Laura Laurenzi
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In questi quattro anni di governo Meloni la Rai segna un drastico calo degli ascolti. Una conseguenza del cambio di volto di numerosi programmi e della sparizione di trasmissioni dal palinsesto in favore di programmazioni più gradite all’esecutivo. La Tv pubblica ha quindi fatto incetta di nomi più vicini agli ambienti di centrodestra, come l’ex Iena Antonio Monteleone, il volto Mediaset Vittorio Brumotti, Massimo Giletti, Nunzia De Girolamo e Roberto Inciocchi e il direttore de , Tommaso Cerno. Nomi che però non eguagliano i fasti passati.

Per la prima volta tre anni fa la Rai è stata superata da Mediaset nello share e da quel momento più e più volte le reti Fininvest si sono rivelate più seguite di quelle pubbliche. Uno smacco che però dagli ambienti Rai accolgono senza eccessive preoccupazioni. Era stato proprio l’Ad a sostenere che il calo di ascolti su Rai3 fosse positivo, in quanto celebra il cambio di passo da una rete che negli ultimi 15 anni era divenuta una “anomalia” legata all’ideologia di sinistra. E ora, in vista delle prossime elezioni, l’occhio del Governo sembra ancora più puntato verso i possibili megafoni della Rai.

I primi addii nel 2023

I primi a lasciare furono Fabio e Luciana Littizzetto, quando il governo Meloni ancora non aveva vinto le elezioni, ma sembrava già chiaro il cambio di passo che stava per vivere la Rai. Entrambi sono approdati su Discovery, con risultati più che soddisfacenti per la nuova rete. Gli attacchi costanti di Salvini verso “Che tempo che fa” sono ormai un lontano ricordo.

Con l’arrivo di Rossi, poi, si è cercato di individuare i volti meno vicini agli ambienti di governo, allontanandoli dai riflettori. Lucia Annunziata è stata tra le prime a lasciare, subito dopo che il ruolo da Ad di Fuortes è passato a Roberto Sergio, in quota Lega. “Non ci sono le condizioni per una futura, non condivido nulla dell’operato di questo governo”, ha scritto nella lettera di dimissioni. Solo un mese dopo lascia anche , che accetta proprio la proposta di Mediaset. Seguono Massimo Gramellini e Corrado Augias che passano a .

La Rai libera da nomi scomodi

A questi si aggiungono Amadeus, , Serena Bortone, Alessandro Cattelan, Selvaggia Lucarelli, Stefano Massini, Gianrico Carofiglio e il duo Bollani-Cenni. Tra questi c’è chi è stato allontanato dopo uscite poco apprezzate dal governo e chi ha deciso di cambiare per non dover accettare determinate posizioni. Restano difficili da dimenticare la presa di posizione di Bortone contro la censura nei confronti del monologo di Antonio Scurati per il 25 aprile, così come l’improvvisa del di Saviano “Insider” dal palinsesto Rai.

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