mercoledì 15 Luglio 2026

Apocalisse in Venezuela: obitori al collasso e più di 70mila dispersi

Il bilancio delle vittime continua a salire. Caracas e Maracay sono al collasso: arrivano circa quattrocento corpi al giorno

Di Maria Vittoria Ciocci
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In più passano i giorni, più la speranza si affievolisce. Il conteggio delle è salito a 2.295, parallelamente a quello dei feriti che ha superato quota 11 mila. C’è poi il numero dei che fa persino più paura: oltre 70 mila persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. Civili e soccorritori scavano a mani nude, giorno e notte, aiutandosi con le torce del telefono nelle ore buie. E nel frattempo si riempiono gli obitori di Caracas e Maracay: dal porto de La Guaira, l’area più colpita dal sisma, arrivano circa quattrocento corpi al giorno.

Giornalisti e operatori sanitari descrivono uno scenario «apocalittico». Intere zone residenziali ridotte in polvere e calcinacci, mentre da sotto ciò che rimane dei palazzi, se i primi giorni si avvertiva qualche rumore e segno di vita, ora alberga il silenzio. Nell’epicentro delle due violente , a Yaracuy, molti villaggi sono franati a valle a causa del terremoto. Mentre gli inviati della raccontano delle ore di attesa che attanagliano i famigliari di coloro che soggiornavano nell’Hotel Terminal a La Guaira. Venezuelani rimpatriati dagli .

Per quanto la mobilitazione internazionale sia stata consistente, le nelle quali il territorio si è ritrovato hanno rallentato inevitabilmente gli interventi di . Dalle strade bloccate dalle macerie, alle piste dell’aeroporto rese inaccessibili dalle spaccature sul cemento, passando per i frequenti blackout. Negli ospedali, il personale sanitario si è visto costretto a operare con l’utilizzo della luce irradiata dagli smartphone, all’interno di tende ricavate alla meglio, trasformate in sale d’urgenza.

Ma nella tragedia, ci sono ancora storie che alimentano la speranza. Nella sera del 1° luglio, nel distretto di Chacao, i soccorritori sono riusciti a estrarre viva dalle macerie una bambina di tre anni, salva grazie al corpo della madre che le ha fatto da .

Una volta ultimato l’intervento della Protezione Civile però, verrà il momento di contare i danni. Che ora ammontano a oltre sei di dollari. In un Paese che, a causa della crisi economica, era già in ginocchio prima che il sisma facesse tremare la terra.

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