domenica 30 Agosto 2026
Lamin Saidilly, 22 anni, accusato del tentato omicidio di un 55enne che sabato mattina è stato accoltellato dal giovane in un bar in via Capecelatro a Milano. ANSA

«Non ricorda nulla». Il ragazzo che ha accoltellato uno sconosciuto a Milano tace davanti al gip

Sabato mattina a Milano il ventiduenne ha accoltellato uno sconosciuto; agli agenti che lo hanno arrestato avrebbe detto: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Gli esami tossicologici hanno dato esiti negativi per alcol e droga

Di Redazione
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Lamin Saidilly, il 22enne accusato di aver accoltellato un passante sabato mattina a Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Luigi Iannelli. Il giovane, ora a San Vittore, è accusato di tentato aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Secondo la difesa, non ricorderebbe nulla dell’aggressione né della frase attribuita dagli agenti: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

«Non ricorda nulla»

Durante l’interrogatorio di convalida, Saidilly ha scelto di non rispondere. Il pubblico ministero Elio Ramondini ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. La decisione del è attesa in giornata.
La legale, Simona Brambilla, ha spiegato che il 22enne è apparso «molto scosso», «smarrito e confuso». Non avrebbe chiesto una misura meno afflittiva né i domiciliari, «anche per non mettere in difficoltà il padre». Inoltre, Saidilly non conserverebbe memoria di quanto accaduto, neppure della frase pronunciata dopo il fermo, uno degli elementi centrali della richiesta di custodia: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

L’attacco davanti al bar

L’aggressione è avvenuta sabato mattina, poco prima delle 7.30, davanti al bar La Giada, in via Capecelatro, zona San Siro. Gerardo P., 55 anni, detto Gerry, era seduto con il padre quando è stato colpito alle spalle. Secondo l’accusa, Saidilly sarebbe uscito di casa con il volto coperto da un passamontagna e con un coltello a doppio filo lungo 21 centimetri. Avrebbe scelto di colpire la prima persona facilmente aggredibile.
La è stata raggiunta da una ventina di fendenti alla testa, al collo, al torace e all’addome. Saidilly è stato fermato dal padre settantottenne di Gerardo e da due operai egiziani. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza del locale.

I problemi in Inghilterra

Saidilly è nato a Conegliano Veneto da genitori originari del . Ha vissuto per circa dieci anni nel , dove sarebbe stato arrestato e avrebbe trascorso un periodo di detenzione. Negli ultimi mesi avrebbe lavorato in una ditta di produzione alimentare.
Prima dell’arrivo a Milano si sarebbe allontanato da casa dopo un litigio con il padre, che lo accusava di non contribuire alle spese comuni. La prima traccia in città risale al 23 , quando ha fatto check-in nel primo dei tre in cui avrebbe soggiornato fino al 30 giugno.

per alcol e droga

Gli tossicologici hanno dato esito negativo per alcol e droga. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il profilo del giovane e hanno attivato i canali con le autorità britanniche per acquisire eventuali informazioni sanitarie e giudiziarie.
La legale ha detto che non le risulta che Saidilly fosse in cura per problemi psichici. Anche il padre, sotto shock, avrebbe escluso disturbi mentali noti.

La vittima non è più in pericolo di vita

Gerardo P. è stato trasportato in codice rosso al Niguarda e operato due volte, sabato sera e domenica mattina. La prognosi è stata sciolta: non è più in pericolo di vita e le sue condizioni stanno lentamente migliorando.
La madre, raggiunta dai cronisti, ha raccontato l’angoscia di queste ore: «Sono in un brutto momento, sono stressata, sono triste, mi sta cadendo tutto». Poi ha chiesto solo di poter «non pensare a nulla».

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