mercoledì 14 Ottobre 2026
Lamin Saidilly, 22 anni, accusato del tentato omicidio di un 55enne che sabato mattina è stato accoltellato dal giovane in un bar in via Capecelatro a Milano. ANSA

«Non ricorda nulla». Il ragazzo che ha accoltellato uno sconosciuto a Milano tace davanti al gip

Sabato mattina a Milano il ventiduenne ha accoltellato uno sconosciuto; agli agenti che lo hanno arrestato avrebbe detto: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Gli esami tossicologici hanno dato esiti negativi per alcol e droga

Di Redazione
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Lamin Saidilly, il 22enne accusato di aver accoltellato un passante sabato mattina a , si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Luigi Iannelli. Il giovane, ora a San Vittore, è accusato di tentato aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Secondo la difesa, non ricorderebbe nulla dell’ né della frase attribuita dagli agenti: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

«Non ricorda nulla»

Durante l’interrogatorio di convalida, Saidilly ha scelto di non rispondere. Il pubblico ministero Elio Ramondini ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. La decisione del giudice è attesa in giornata.
La , Simona Brambilla, ha spiegato che il 22enne è apparso «molto scosso», «smarrito e confuso». Non avrebbe chiesto una misura meno afflittiva né i domiciliari, «anche per non mettere in difficoltà il padre». Inoltre, Saidilly non conserverebbe memoria di quanto accaduto, neppure della frase pronunciata dopo il , uno degli elementi della richiesta di custodia: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

L’attacco davanti al bar

L’aggressione è avvenuta sabato mattina, poco prima delle 7.30, davanti al bar La Giada, in via Capecelatro, zona . Gerardo P., 55 anni, detto Gerry, era seduto con il padre quando è stato colpito alle spalle. Secondo l’accusa, Saidilly sarebbe uscito di casa con il volto coperto da un passamontagna e con un coltello a doppio filo lungo 21 centimetri. Avrebbe scelto di colpire la prima persona facilmente aggredibile.
La vittima è stata raggiunta da una ventina di fendenti alla testa, al collo, al torace e all’addome. Saidilly è stato fermato dal padre settantottenne di Gerardo e da due egiziani. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza del locale.

I problemi in Inghilterra

Saidilly è nato a Conegliano da genitori originari del Gambia. Ha vissuto per circa dieci anni nel Regno Unito, dove sarebbe stato arrestato e avrebbe trascorso un periodo di detenzione. Negli ultimi mesi avrebbe lavorato in una ditta di produzione alimentare.
Prima dell’arrivo a Milano si sarebbe allontanato da casa dopo un litigio con il padre, che lo accusava di non contribuire alle spese . La prima traccia in città risale al 23 giugno, quando ha fatto check-in nel primo dei tre alberghi in cui avrebbe soggiornato fino al 30 giugno.

Test negativi per alcol e droga

Gli esami tossicologici hanno dato esito negativo per alcol e droga. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il profilo del giovane e hanno attivato i canali con le autorità britanniche per acquisire eventuali informazioni sanitarie e giudiziarie.
La legale ha detto che non le risulta che Saidilly fosse in cura per problemi psichici. Anche il padre, sotto shock, avrebbe escluso disturbi mentali noti.

La vittima non è più in pericolo di vita

Gerardo P. è stato trasportato in codice rosso al Niguarda e operato due volte, sabato sera e domenica mattina. La prognosi è stata sciolta: non è più in pericolo di vita e le sue condizioni stanno lentamente migliorando.
La madre, raggiunta dai cronisti, ha raccontato l’angoscia di queste ore: «Sono in un brutto momento, sono stressata, sono triste, mi sta cadendo tutto». Poi ha chiesto solo di poter «non pensare a nulla».

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