giovedì 16 Luglio 2026

Professioni, Wolters Kluwer: commercialisti in ritardo in transizione verso servizi consulenza rispetto a media Ue

Di La Sintesi Online
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() – Una ricerca condotta da Wolters Kluwer Tax & Accounting evidenzia che gli studi fiscali e contabili italiani sono in ritardo rispetto ai loro omologhi europei nell’integrare pienamente i servizi di consulenza nella propria offerta. Circa l’85% degli studi italiani offre servizi di advisory e consulenza, ma solo il 56% li considera attività centrale del proprio business, una percentuale inferiore alla media europea del 67%.  

“La tecnologia, i e l’intelligenza artificiale – ha affermato Bas Kniphorst, evp & managing director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Europe – stanno consentendo agli studi di andare oltre la semplice compliance normativa e di svolgere un ruolo sempre più strategico per i propri clienti In Italia l’ambizione è chiara. La maggior parte degli studi offre già servizi di consulenza, ma molti devono ancora metterli al della propria attività. L’intelligenza artificiale sta accelerando questo cambiamento, offrendo un’opportunità concreta per strutturare i servizi di consulenza, renderli più scalabili e trasformarli in un motore di e di creazione di valore per i clienti”. 

La richiesta di consulenza strategica in Italia sta crescendo. Oggi, il 61% degli studi in Italia fornisce servizi di pianificazione e strategia fiscale aziendale, mentre il 59% offre servizi di pianificazione fiscale per persone fisiche o famiglie. La tendenza è in costante crescita: il 40% degli studi ha ampliato i propri servizi di consulenza negli ultimi tre anni e quasi la metà (46%) prevede un’ulteriore espansione nel prossimo anno. Tuttavia, questo cambiamento non si sta ancora traducendo in un coinvolgimento costante dei clienti. Poco più di un terzo degli studi (37%) contatta proattivamente i clienti su base settimanale, rispetto al 45% a livello europeo, mentre il 5% attende ancora che siano i clienti a fare la prima mossa, più del doppio della media europea del 2%. Tra le principali ragioni che frenano il dare alla consulenza figurano la scarsa domanda da parte dei clienti e le limitate per sviluppare le competenze in materia. 

 

L’Italia è in ritardo rispetto all’Europa anche nell’utilizzo dei dati da parte delle aziende che potrebbero potenziare i servizi di consulenza. Solo il 24% utilizza i feedback dei clienti per personalizzare le iniziative di relazione e contatto (media europea del 32%), e il 26% identifica le esigenze dei clienti attraverso l’analisi dei dati (media europea 31%). In particolare, quasi il 19% delle aziende non utilizza affatto i dati dei clienti per individuare opportunità di consulenza. 

“Uno dei principali ostacoli alla crescita dei servizi di consulenza in Italia rimane l’onere operativo legato alle attività dicompliance, che limita il a disposizione per servizi a più alto valore aggiunto. Semplificando i flussi di lavoro, riducendo le attività manuali e integrando l’intelligenza artificiale nei quotidiani, gli studi possono liberare tempo e sostenere la propria transizione verso i servizi di consulenza”, ha affermato Gianluca Enea, associate director product management Wolters Kluwer Tax & Accounting. 

La crescente importanza dei servizi di consulenza nel settore è illustrata in un nuovo capitolo globale della ricerca Wolters Kluwer Future ready accountant (Fra): advisory-first engagement: From Compliance to strategic . Basata sulle risposte di oltre 2.700 professionisti in 14 paesi, la ricerca mostra come gli studi fiscali e contabili di tutto il mondo stiano andando oltre l’adempimento normativo per instaurare relazioni strategiche con i clienti, incentrate sulla consulenza. A livello globale, il 93% degli studi offre servizi di consulenza, in aumento rispetto all’83% di appena un anno fa, con quasi due terzi (65%) che considerano la consulenza un servizio fondamentale piuttosto che un’opzione aggiuntiva. 

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webinfo@adnkronos.com ( Info)

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