mercoledì 14 Ottobre 2026
Carlo Nordio e Giuseppe Conte

Fdl smentita anche da Nordio: “Nessun favore di Conte al suocero”

Il ministro della Giustizia ha chiarito che a Roma almeno altri nove albergatori avrebbero beneficiato del decreto Rilancio. I dirigenti di FdI sostenevano che Paladino fosse l’unico ad aver ottenuto la revoca della sentenza per il mancato versamento della tassa di soggiorno

Di Laura Laurenzi
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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha smentito la tesi portata avanti da alcuni esponenti e colleghi di FdI sulla possibilità che l’albergatore , padre della compagna del presidente del Giuseppe Conte, sia stato l’unico beneficiario della revoca della sentenza di condanna per non aver pagato la di soggiorno al Comune di . Cade così l’ennesima contro l’ex premier, avversario privilegiato del partito della Presidente del Consiglio.

L’accusa stavolta riguarda l’ipotesi che Conte abbia inserito nel decreto Rilancio un emendamento che trasformava da penale ad amministrativo il mancato versamento per “salvare suo suocero”. Il tutto senza ricordare che nel 2020, anno in cui fu deciso l’emendamento, l’allora ministro del Dario Franceschini (Pd) chiarì che tutte le forze politiche erano d’accordo nel trasformare la sanzione per aiutare gli albergatori in difficoltà a della pandemia.

La smentita di Nordio

La smentita di Nordio è giunta nel corso di un’interrogazione di FdI risalente al 7 luglio. Come riporta Il Fatto Quotidiano, il Guardasigilli avrebbe confermato l’esistenza di almeno altri nove casi di albergatori per i quali è stata revocata la condanna per peculato. Quindi, Paladino non è stato l’unico a usufruire della retroattività della norma e non avrebbe ottenuto alcun tipo di trattamento di favore.

Paladino non ha mai ottenuto la revoca

Inoltre, Paladino non ha mai ottenuto la revoca della condanna, ma solamente un patteggiamento in Cassazione per l’accusa di peculato per non aver versato la tassa. Infatti, se inizialmente il Tribunale aveva revocato la sentenza per abolitio criminis, nel 2021 la Cassazione ha confermato il patteggiamento per l’albergatore.

La tesi di FdI non regge più

Secondo i dirigenti di FdI, Galeazzo Bignami e , altri albergatori si sarebbero visti respingere le richieste di revisione. A sostegno di quanto dichiarato avevano citato una sentenza della Cassazione del 2020 e il caso di un’albergatrice di Trapani a cui era stata rigettata l’istanza.

Nordio ha però spiegato che il database dell’ufficio registra numerose revoche delle sentenze per abolizione della norma, ma non permette di individuare la tipologia di reato. Questo a causa della carenza di personale. Le nove cause che si sono concluse con la revoca della condanna sono state scoperte grazie a un approfondimento portato avanti dal Tribunale di Roma.

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