L’amministrazione Trump ha ordinato all’Immigration and Customs Enforcement (ICE) di ridurre in modo consistente i controlli stradali in attesa di nuove direttive. È la decisione della Casa Bianca dopo le sparatorie, da parte delle forze anti-immigrazione, che hanno portato alla morte di Joan Sebastian Guerrero nel Maine e di Lorenzo Salgado Araujo in Texas. Lo conferma la CNN, citando una fonte informata. Agli agenti dell’ICE è stato chiesto di utilizzare altri metodi per contrastare l’immigrazione irregolare, che spesso passa per i controlli delle strade. Da qui il comunicato dell’agenzia federale, che ha sottolineato di valutare «costantemente le proprie procedure per garantire la sicurezza dei propri agenti e tenere i criminali lontani dalle strade». Nessun chiarimento, però, sulle strategie adottate per assolvere a questo compito.
Guarrero, di origini colombiane, aveva 26 anni e viveva a Biddeford con la moglie e la figlia di tre anni. Era un addetto alle consegne. «In pratica ho sentito una serie di botti. E mi sono chiesto: ‘Chi sta facendo esplodere petardi a quest’ora?’. Erano le 7.15 del mattino», racconta uno dei testimoni della sparatoria, Daniel Boucher, «Sono salito alla finestra del terzo piano e ho visto una piccola berlina posizionata perpendicolarmente al marciapiede, con un SUV bianco che procedeva lungo la strada in quella direzione. Poi la piccola berlina ha svoltato, è arrivata qui davanti a noi ed è stata nuovamente colpita dal SUV. Ed è stato allora che si è fermata». Conclude: «L’agente dell’ICE è sceso dall’auto, ha provato ad aprire la portiera, ma era bloccata. È riuscito ad aprirla e ha tirato fuori la persona, aveva la testa e il volto insanguinati. È stato davvero triste. Nessuno merita questo». Il 7 luglio Araujo, 53 anni, era stato scambiato per un «obiettivo dell’operazione» e quindi freddato da un agente a colpi di arma da fuoco.
Di fronte all’ambiguità dell’agenzia federale, che come anticipato non ha esplicitato i metodi di contrasto dell’immigrazione clandestina, ci ha pensato Medici per i Diritti Umani – Physicians for Human Rights, PHR – e il Centro per i Diritti Umani dell’Università della California a Berkeley – Human Rights Center at the University of California, HRC – a produrre un rapporto delle strategie applicate dall’ICE. Si parla di uso di gas lacrimogeni, proiettili di gomma e spray al peperoncino sui cittadini stranieri. Durante i controlli, così come durante le operazioni e la gestione delle proteste.
Il rapporto evidenzia come le azioni così invasive dell’ICE abbiano provocato una serie di lesioni, talvolta anche durature e traumatiche, sui civili che tentano di contrastarli. Medici ed esperti umani ha evidenziato 412 casi di uso illecito di questi mezzi sulla folla, dal mese di giugno 2025 a maggio 2026. «Questa è una storia preoccupante», commenta una delle autrici del rapporto, Rohini Haar, ai cronisti del Guardian. E aggiunge: «Le tecniche investigative visive non possono valutare adeguatamente le lesioni invisibili, come quelle chimiche, il dolore cronico o la perdita dell’udito. Il numero reale delle lesioni è probabilmente molto più alto».
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





