giovedì 16 Luglio 2026

Restauri a vista e ricerca all’avanguardia su due simboli del Palazzo Ducale di Venezia

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Due restauri d’eccezione interessano in questi mesi Palazzo Ducale di Venezia: la monumentale Scala dei Giganti e il dipinto Ratto d’Europa, opera di Paolo Caliari, detto il Veronese. Interventi su opere simboli del palazzo dei dogi, realizzati grazie al comitato di salvaguardia Save Venice e all’impegno di aziende e privati nella tutela del patrimonio artistico e culturale di Venezia. Questi interventi testimoniano il crescente coinvolgimento di un mecenatismo contemporaneo orientato a sostenere progetti di medio e lungo termine. Un impegno che conferma la capacità della Fondazione Musei Civici di Venezia di attrarre per la conservazione del patrimonio, valorizzando al tempo stesso il contributo delle imprese e dei benefattori che scelgono di investire nella tutela della città. 

 

Ingresso privilegiato del Doge suoi appartamenti e corridoio scenografico per l’accoglienza delle ambascerie in visita al Palazzo, la Scala dei Giganti, realizzata alla fine del Quattrocento (1486-1497) su progetto di Antonio Rizzo, è uno dei manufatti di maggior pregio del cortile interno di Palazzo Ducale e ne connota la facciata rinascimentale. Manufatto estremamente delicato perché prevalentemente composto da marmo cristallino, già oggetto di due campagne di restauro negli ultimi quarant’anni, la scala continua a mostrare periodicamente segni di deterioramento le cui cause non sono oggi del tutto chiare. Il degrado potrebbe essere legato sia ai materiali utilizzati nei precedenti interventi di restauro, sia a fattori ambientali e climatici in cambiamento. Nasce così l’esigenza di un cantiere per approfondire analiticamente l’origine di tali fenomeni e definire operativamente un protocollo di intervento efficace per le future manutenzioni programmate. 

 

Quello in corso nello scalone monumentale è dunque un laboratorio di all’avanguardia, che mira a ottenere risultati non solo finalizzati al restauro dell’opera a Palazzo Ducale, ma anche condivisibili ad interventi su manufatti analoghi nella città. I dureranno circa sei mesi e impegneranno la stagione più mite; al termine del successivo inverno, effettuata la verifica dell’efficacia sulle superfici , si potrà procedere alla programmazione degli interventi secondo le metodologie testate. La fase diagnostica supervisionata dal Icmate di , fornirà oltremodo, indirettamente, elementi utili all’interpretazione dei cambiamenti ambientali e del loro impatto sul materiale del costruito storico, permettendo di istituire importanti confronti con altri siti. Le di spesa per questa fase sono di circa 96.000,00 euro. L’intervento è finanziato da Save Venice Inc. e la Fondazione Save Venice–Ets con il sostegno di The Gritti Palace, a Luxury Collection Hotel, Venice. 

 

 

Grazie al laboratorio allestito lungo il percorso di visita di Palazzo Ducale, poco prima della Sala del Maggior Consiglio, nel cosiddetto Liagò, i visitatori possono assistere al restauro della tela Il Ratto di Europa, capolavoro di Paolo Veronese. L’intervento si svolge all’interno di un laboratorio a vista con la possibilità di osservare da vicino il lavoro dei restauratori e le diverse fasi di un’operazione di grande complessità. Un’occasione rara per scoprire il dietro le quinte della conservazione del patrimonio artistico e comprendere le tecniche impiegate per preservare un’opera di eccezionale valore. 

L’intervento attualmente in corso è finalizzato alla rimozione delle vernici applicate durante il restauro del 1971, oggi alterate e responsabili dell’opacizzazione della superficie pittorica. La pulitura consentirà di recuperare la brillantezza della tavolozza di colori di Veronese e di ristabilire il corretto equilibrio cromatico dell’opera. Nel sei mesi di cantiere aperto, seguiranno gli interventi di integrazione pittorica delle lacune e l’applicazione della verniciatura , indispensabile per garantire una corretta protezione della superficie e una piena leggibilità del dipinto. Il restauro è stato finanziato da Save Venice Inc. con il generoso contributo di Rebecca Nemser. 

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