sabato 31 Ottobre 2026
Infermieri di fronte a un polo vaccinale. ANSA/Ettore Ferrari

Protestano anche gli infermieri contro il reintegro dei no vax voluto da FdI

Il partito della premier vuole permettere agli operatori sanitari radiati durante la pandemia di Covid di iscriversi nuovamente agli Albi. Il segretario nazionale di Nursind: «Un provvedimento che offende un’intera categoria»

Di Giustino Marai
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Dopo i medici, anche gli contestano l’emendamento di Fratelli d’Italia che apre alla possibile reiscrizione agli Albi degli operatori sanitari radiati durante la pandemia per fatti «non dolosi» legati al Covid. La misura, approvata in commissione Affari sociali alla , non prevede un reintegro automatico, ma consente di presentare domanda entro una finestra temporale definita. Per Fnopi e Nursind è una scelta che riapre ferite ancora vive.

La critica di Fnopi

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche parla di una «frattura istituzionale che non reca giovamento a ». Il punto, per la Fnopi, è il ruolo degli Ordini nella tutela della professione e dei : «Non si trattò di decisioni prese con leggerezza. In molti casi rappresentano ferite ancora aperte. Se lo abbiamo fatto, è per onorare il nostro ruolo di garanzia presso la collettività», sostiene la Federazione, ricordando che il Codice deontologico degli infermieri fonda l’esercizio della professione sull’adesione alle migliori evidenze scientifiche, sull’aggiornamento continuo e sulla tutela della salute pubblica.

Nursind: «Doppia beffa»

Ancora più duro Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind. «Ad essere sinceri questa modifica suona come una doppia beffa», dice a LaSalute di LaPresse. La prima beffa riguarda la della pandemia: «Offende un’intera categoria dal momento che durante Covid-19 gli infermieri hanno dato l’anima per prestare assistenza, anche pagando con la propria vita». La seconda riguarda il veicolo scelto: «A risultare beffardo è il provvedimento scelto per inserire questo emendamento: il delega sulle professioni sanitarie».

«Si pensa ai no vax, non agli infermieri»

Per Bottega, il ddl in questione è «una cornice ampia, in cui si è trovato modo e di pensare ai no vax e non di dare input chiari su questioni vitali per la categoria, come iniziare a gettare le basi per il riconoscimento del lavoro infermieristico tra le usuranti o per dare maggiore autonomia alla professione». Il segretario del Nursind sintetizza così il malessere della categoria: «Sono altri i riconoscimenti e le attenzioni che gli infermieri si aspettano dalla politica. E tra questi, di certo, non rientra la del personale no vax».

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