Dissidi familiari e discussioni legate a una presunta eredità avrebbero spinto un ragazzo di 17 anni a uccidere sua zia e a gettare il suo cadavere nel canale Malgher a San Stino di Livenza, in provincia di Venezia. La tragedia si sarebbe verificata nel primo pomeriggio dello scorso 11 giugno. Dopo un possibile litigio e una colluttazione, il minore avrebbe afferrato un coltello e avrebbe aggredito la zia fino ad ucciderla.
I media locali riferiscono che l’omicidio si sarebbe verificato nella legnaia attigua all’abitazione della donna, dove sarebbero state trovate importanti tracce di sangue. Il sospettato avrebbe spostato il corpo su una carriola e lo avrebbe coperto con un grande telo bianco. Con il mezzo si sarebbe diretto verso il canale, attraversando anche parte della cittadina dove vive, fino a trovare un posto isolato per gettare il cadavere nel corso d’acqua. Sembrerebbe che si sia disfatto anche del coltello.
Il corpo della vittima non è stato trovato
Il ragazzo ha indicato il punto preciso dove ha gettato il cadavere e l’arma, ma le forti correnti del canale potrebbero averli trasportati a chilometri di distanza. Inoltre, il canale Malgher pochi chilometri dopo il punto indicato dal sospettato si innesta nel fiume Loncon, che a sua volta è immissario di un altro fiume.
Il giovanissimo, prossimo a compiere 18 anni, avrebbe confessato questa notte dopo un lungo interrogatorio da parte degli inquirenti. Le ricerche del corpo della vittima sono partite immediatamente, ma si sono interrotte a tarda notte senza risultati. Questa mattina all’alba le forze dell’ordine hanno ripreso le ricerche, nella speranza di individuare il cadavere della 53enne il prima possibile.
Le indagini sul movente
La scomparsa della donna era stata denunciata dai suoi parenti nella giornata del 13 giugno. Dopo le prime ricerche, i sospetti degli investigatori si sono concentrati sul 17enne. Il ragazzo presenterebbe alcune ferite superficiali, anche sul volto, e un polso fratturato, ma avrebbe inizialmente spiegato agli inquirenti di essersi procurato le lesioni cadendo in autonomia. Dopo la confessione ha invece spiegato che sarebbero il risultato di una presunta colluttazione con la zia. Le ferite sono state certificate da un medico legale chiamato dagli inquirenti per collaborare alle indagini sul caso.
Per quanto riguarda il movente, sembrerebbe che il minore abbia agito a causa di forti dissidi legati a una possibile eredità. Questi avevano creato delle difficoltà tra la vittima e suo fratello, padre del 17enne. Su questa versione degli eventi, però, continuano a indagare gli investigatori, che stanno sentendo anche altri componenti della famiglia per far luce su quanto accaduto lo scorso giovedì.
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