lunedì 31 Agosto 2026
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Aarau, arrestato il 43enne della sparatoria al rave

La polizia cantonale ha fermato un cittadino svizzero ritenuto l’autore degli spari che hanno ucciso la 22enne italiana Maria Spinelli e ferito altre cinque persone

Di Redazione
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La caccia all’uomo per la sparatoria avvenuta durante un rave ad Aarau, nel canton Argovia, ha raggiunto una prima svolta. La cantonale ha arrestato un cittadino svizzero di 43 anni, fermato nella notte tra domenica 30 e lunedì 31 agosto, poco prima dell’una. Gli investigatori lo considerano fortemente di aver aperto il fuoco durante la festa organizzata nell’area della Pferderennbahn, l’ippodromo di Schachen. Al momento le autorità seguono l’ipotesi di un unico responsabile, mentre continuano a ricostruire con precisione la dinamica dell’attacco e soprattutto il possibile movente.

La sparatoria aveva trasformato una grande festa musicale in una notte di terrore. Al rave partecipavano circa 3.500 persone e, secondo le ricostruzioni disponibili, gli spari sono arrivati intorno alle 2.30 di domenica 30 agosto, quando l’evento stava ormai terminando. Le prime telefonate d’emergenza hanno fatto scattare un imponente intervento delle forze dell’ordine. Una giovane donna italiana di 22 anni, Maria Spinelli, ha perso la a delle ferite riportate. Cinque altre persone hanno riportato ferite, tra loro anche italiani. Le condizioni dei feriti hanno richiesto il trasferimento in ospedale, ma le informazioni diffuse successivamente hanno escluso un immediato per la loro vita.

La italiana e le cinque persone ferite

La vittima si chiamava Maria Spinelli, aveva 22 anni ed era italiana, originaria di Atri, in Abruzzo. La sua morte rappresenta l’aspetto più drammatico di una vicenda che ha sconvolto non soltanto la comunità di Aarau, ma anche l’Italia. La sparatoria ha inoltre coinvolto cinque persone, quattro uomini e una donna, con età comprese tra i 24 e i 27 anni. Tra i feriti figurano anche Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo, due cittadini italiani che hanno riportato lesioni non mortali e hanno successivamente lasciato l’ospedale.

La tragedia ha colpito un evento che fino a pochi minuti prima si svolgeva senza particolari problemi. Alcuni partecipanti hanno raccontato momenti di grande confusione quando hanno udito una serie di colpi. In un primo momento, alcune persone presenti hanno persino interpretato i rumori come fuochi d’artificio. Poi la situazione è precipitata rapidamente e il pubblico ha cercato riparo mentre le forze dell’ordine raggiungevano l’area. Il panico ha coinvolto centinaia di persone ancora presenti nell’area della festa, mentre gli cercavano di individuare la provenienza degli spari.

Gli investigatori cercano il movente

L’arresto del 43enne consente agli investigatori di concentrare ora l’attenzione sulla ricostruzione dell’accaduto e sulle ragioni che avrebbero portato l’uomo a utilizzare un’arma durante il rave. Il movente resta ancora da chiarire e le autorità non hanno fornito una spiegazione definitiva. Gli investigatori stanno valutando diversi scenari e devono stabilire se l’aggressione abbia avuto come obiettivo specifico una o più persone oppure se l’autore abbia agito con l’intenzione di colpire indiscriminatamente i partecipanti.

Gli accertamenti sulla scena hanno inoltre evidenziato elementi che rendono particolarmente complessa la ricostruzione balistica. Gli investigatori hanno individuato munizioni riconducibili a due diversi calibri e stanno verificando l’impiego di più tipologie di arma. Alcune informazioni emerse nelle ore successive hanno indicato la presenza di tracce compatibili con un’arma corta e con un fucile d’assalto, ma le autorità devono ancora completare gli accertamenti tecnici. La natura delle armi utilizzate e l’esatta sequenza degli spari rappresentano quindi due punti centrali dell’indagine.

L’arresto dopo una notte di ricerche

Dopo la sparatoria, la polizia ha avviato una vasta operazione per individuare il responsabile. Gli agenti hanno raccolto testimonianze, analizzato gli elementi trovati nell’area dell’ippodromo e seguito le piste emerse durante le prime ore dell’inchiesta. L’attività investigativa ha portato infine al fermo del 43enne poco prima dell’una di lunedì. La polizia lo ha arrestato con un forte sospetto di responsabilità nella sparatoria, mentre gli accertamenti proseguono per verificare ogni elemento a suo carico.

Le autorità mantengono comunque prudenza sull’esatta ricostruzione dei fatti. L’arresto rappresenta un passaggio importante, ma non conclude l’indagine. Gli investigatori devono ancora chiarire dove si trovasse esattamente l’uomo durante l’attacco, quali rapporti avesse eventualmente con le persone presenti alla festa, come sia entrato in possesso delle armi e soprattutto perché abbia deciso di sparare. La polizia considera al momento l’ipotesi di un singolo autore, ma continua a verificare ogni possibile elemento che possa modificare il quadro investigativo.

La polizia prepara nuovi aggiornamenti

La polizia cantonale di Argovia ha annunciato una nuova conferenza stampa per mercoledì 2 settembre alle ore 14. In quella occasione gli investigatori dovrebbero fornire ulteriori informazioni sull’arresto, sulle verifiche compiute durante le ore successive alla sparatoria e sugli elementi raccolti finora. Fino ad allora, le autorità hanno scelto di non diffondere ulteriori dettagli per non compromettere le .

La vicenda resta quindi aperta su diversi fronti. L’arresto del 43enne rappresenta la prima risposta concreta alla domanda su chi abbia sparato, ma lascia ancora senza risposta quella più difficile: perché. Una serata dedicata alla musica si è conclusa con una giovane donna morta, cinque persone ferite e migliaia di partecipanti costretti a vivere momenti di paura. Ora gli investigatori dovranno ricostruire ogni passaggio della notte e stabilire con precisione le responsabilità individuali, mentre la comunità italiana segue con particolare attenzione gli sviluppi dell’inchiesta.

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