giovedì 16 Luglio 2026

Aggressioni ai capotreno, i più giovani non ci stanno: “Aiutateci o ci dimettiamo”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “In Lombardia ci sono decine di dimissioni tra i capotreno, soprattutto i più giovani, a causa delle aggressioni che, più o meno violente, sono all’ordine del giorno”. È l’allarme lanciato all’Adnkronos da Christian Colmegna, segretario regionale della Fit Lombardia, che dopo la recente ai danni di una capotreno alla stazione di Milano Lambrate, richiama l’attenzione sul tema della sicurezza del personale ferroviario. 

“È un fenomeno impensabile fino a dieci anni fa – osserva Colmegna -. Si tratta di giovani con un contratto in aziende strutturate che decidono comunque di lasciare il lavoro per la questione sicurezza”. Un segnale, secondo il , che evidenzia come il problema non riguardi più soltanto gli episodi di cronaca, ma stia incidendo anche sulla capacità del settore di trattenere personale. 

Per Colmegna è necessario superare la logica dell’intervento emergenziale. “Finché interverremo solo dopo ogni aggressione, continueremo a rincorrere il problema senza risolverlo. Serve invece una progettazione stabile: analisi dei fenomeni, investimenti, presidi, tecnologia, organizzazione del lavoro e una presenza qualificata sul , con il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali”. 

 

 

Il segretario regionale della Fit Cisl richiama anche quanto avvenuto durante le Olimpiadi di Milano-. “Sono aumentate le corse, c’erano più persone ma non abbiamo avuto segnalazioni di aggressioni. Questo evidenzia che quando aziende e istituzioni decidono di mettere nelle stazioni, sui treni e nei sensibili la sicurezza aumenta”. 

Da qui la richiesta di investimenti strutturali: “L’ è continuare a considerare le aggressioni come un’emergenza o una somma di casi isolati. La sicurezza del personale e dei passeggeri deve diventare un obiettivo strutturale del sistema di trasporto, da pianificare, misurare e finanziare esattamente come si fa con puntualità, regolarità e produttività”. 

“In una fase in cui si discute delle gare per l’affidamento dei servizi nel trasporto pubblico locale e nel sistema ferroviario – conclude Colmegna – la sicurezza deve rappresentare uno dei principali capitoli di . Non può essere considerata un costo accessorio, ma una componente essenziale del servizio. Garantire la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia significa rendere il trasporto pubblico più affidabile, attrattivo e sostenibile”. (di Andrea Persili)
 

cronaca

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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