Andy Burnham è il nuovo primo ministro del Regno Unito. Dopo le dimissioni formali di Keir Starmer, presentate a re Carlo III a Buckingham Palace, l’ex sindaco di Manchester ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo. Per re Carlo III si tratta del quarto insediamento di un premier nei suoi quattro anni di regno.
L’incarico affidato da re Carlo
Buckingham Palace ha ufficializzato il passaggio con una nota: «Sua Maestà ha ricevuto in udienza l’Onorevole Andrew Burnham, membro del Parlamento, e gli ha chiesto di formare un nuovo governo». Burnham, proclamato venerdì leader del Partito laburista, ha accettato l’incarico.
Il cambio, che segna la fine della stagione Starmer, avviene all’interno della stessa maggioranza. L’ex premier ha lasciato Downing Street sostenendo di consegnare al successore «un Paese più forte e più equo di due anni fa» e garantendogli il proprio «pieno sostegno».
Il primo discorso a Downing Street
Accolto dagli applausi, Burnham ha provato subito a dare un tono diverso alla nuova fase. «Darò il massimo e vi chiedo di unirvi a me. Costruiamo un nuovo senso nazionale di unità, di scopo comune e di positività», ha detto.
«Sono profondamente consapevole di essere la sesta persona negli ultimi dieci anni a percorrere questa strada, il settimo primo ministro dal 2016» ha proseguito. «La gente è stufa della politica. Non siamo stati abbastanza bravi. Dobbiamo fare meglio».
Il piano decennale
Burnham ha annunciato un piano di lungo periodo, da presentare entro l’anno, per rilanciare il Regno Unito nei prossimi dieci anni. Ma ha promesso anche interventi immediati contro il caro vita: già da martedì, ha spiegato, saranno illustrate le prime misure per «ridare fiato» alle famiglie, insieme alle relative coperture nel rispetto delle regole fiscali.
Il nuovo premier ha parlato di «un nuovo modello politico e un nuovo modello economico», indicando negli anni Ottanta, ovvero nell’epoca Thatcher, il punto di rottura: centralizzazione del potere politico, privatizzazioni, deindustrializzazione di vaste aree del Paese.
«Reindustrializzeremo il Paese»
La parola chiave è reindustrializzazione. «Porteremo i cambiamenti maggiori negli ultimi 40 anni», ha detto Burnham. L’obiettivo è trasferire più potere da Westminster ai territori, rafforzare le comunità locali e riportare sotto un controllo pubblico più forte i servizi essenziali.
Tra le priorità indicate ci sono nuove case popolari, investimenti nella salute mentale, riforma del sistema educativo e welfare più orientato alla prevenzione. La sfida, ha detto, è mostrare al mondo che la Gran Bretagna può «ritrovare la sua stabilità».
L’emergenza abitativa
Il primo atto simbolico sarà dedicato all’emergenza abitativa. «Tra poco entrerò da quella porta e darò la mia prima direttiva: mettere fine al fenomeno dei senzatetto nel nostro Paese», ha annunciato davanti a Downing Street.
Il discorso si è chiuso con un appello alla fiducia: «Facciamo in modo che questo sia il momento in cui il Regno Unito ricomincerà a credere. Il momento in cui riporteremo la speranza».
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