Arrestato e condotto presso la casa circondariale di Busto Arsizio. Per Riccardo Bossi, figlio primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, si sono aperte le porte del carcere in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene definitivo pari a 5 anni e 9 mesi di reclusione.
L’ordine di carcerazione, disposto e firmato dal Procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino ed eseguito dai carabinieri, raccoglie le sentenze passate in giudicato per fatti contestati tra il 2011 e il 2023.
Dai reati finanziari al Reddito di cittadinanza
Il totale della pena cumulata è il risultato di diverse vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il primogenito del Senatùr. I reati contestati vanno dall’appropriazione indebita alla truffa, fino alla condanna per l’indebita percezione del Reddito di cittadinanza. Secondo quanto accertato dai magistrati, Bossi ha percepito illecitamente oltre 12mila euro di sussidio statale tra il 2020 e il 2023 attraverso attestazioni non veritiere.
Dall’ordine di esecuzione resta invece esclusa la vicenda giudiziaria legata ai presunti maltrattamenti nei confronti della madre. Per questo fascicolo, il Tribunale di Varese aveva emesso in primo grado nel giugno 2025 una condanna a un anno e quattro mesi, poi confermata dalla Corte d’Appello di Milano nel 2026. La difesa dell’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, rendendo la sentenza non ancora definitiva.
La presa di distanze di Renzo Bossi: «Tra noi mai un rapporto familiare»
L’arresto ha provocato l’immediata reazione della famiglia, con le dichiarazioni del fratellastro Renzo Bossi rilasciate a margine di un evento istituzionale alla Camera. Renzo ha preso nettamente le distanze dalle vicende giudiziarie di Riccardo, sottolineando la separazione storica tra i due rami familiari.
«Ognuno nella vita è figlio delle proprie scelte e deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni», ha dichiarato Renzo Bossi. «Riccardo è nato dal primo matrimonio di nostro padre e ha sempre avuto un percorso di vita del tutto separato dal mio e da quello dei miei fratelli, figli di Manuela. Non abbiamo mai costruito un vero rapporto familiare né condiviso la quotidianità, neanche nelle ricorrenze festive».





