giovedì 13 Agosto 2026

Belfast, violenze anti-migranti dopo l’aggressione choc: case bruciate e caccia agli stranieri

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) –
Belfast è stata teatro di una nuova notte di violenze e tensioni dopo il grave di un uomo avvenuto lunedì sera. Il responsabile dell’aggressione è un 30enne sudanese richiedente asilo Hadi Alodid, a cui in passato è stato riconosciuto lo status di rifugiato e concesso un permesso di soggiorno. L’uomo, arrestato, è comparso in tribunale per la prima udienza: è accusato di tentato omicidio, rimarrà in fino all’8 luglio, quando è in programma la prossima udienza. 

Dopo l’aggressione, documentata da video diffusi sui , centinaia di manifestanti, molti dei quali a volto coperto, sono scesi in strada nella capitale dell’Irlanda dando origine a scontri con la e ad atti vandalici che hanno provocato incendi in diverse abitazioni. Bruciati anche un autobus di linea, un supermercato e automobili. Diversi cittadini sono stati evacuati dalle proprie mentre le fiamme sono divampate in alcuni quartieri della città. 

Con il passare delle ore, la rabbia per l’aggressione si è trasformata in una mobilitazione anti- che ha preso di mira, stando a diverse testimonianze, abitazioni e strutture abitate da . Politici e leader religiosi locali hanno denunciato episodi di chiara matrice razzista, sostenendo che alcune famiglie sarebbero state costrette a lasciare le proprie case esclusivamente per il colore della pelle. In alcune zone della città, gruppi di manifestanti hanno danneggiato commerciali frequentate da stranieri, mentre un negozio di alimentari mediorientale è stato dato alle fiamme. 

La First minister nordirlandese Michelle O’Neill ha duramente le violenze, definendole “teppismo puro e semplice” e sottolineando che il brutale accoltellamento non può essere utilizzato come pretesto per colpire persone innocenti. Anche la sua vice, Emma Little-Pengelly, ha invitato alla calma, ribadendo che la violenza non risolve i problemi e finisce per danneggiare le stesse comunità locali. 

La vicenda ha però riacceso il dibattito politico sui controlli alle frontiere tra la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito. Il capo della polizia nordirlandese ha confermato che il era arrivato in Irlanda dal Sudan passando attraverso altri Paesi europei e aveva poi raggiunto Belfast nel 2023 sfruttando la Common Travel Area, il regime che consente la libera circolazione tra Irlanda e Regno Unito senza controlli sistematici ai confini. Esponenti dell’opposizione conservatrice e diversi politici unionisti hanno chiesto una revisione delle misure di sicurezza, sostenendo che il sistema possa rappresentare una vulnerabilità per il controllo dell’immigrazione. 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata