giovedì 13 Agosto 2026
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Caldo record sull’Italia: 25 città in allerta rossa

L'allerta massima interessa quasi tutto il Paese, mentre i temporali restano confinati alle aree montane e una possibile attenuazione del caldo potrebbe arrivare soltanto dopo l'8 agosto

Di Giacomo Calafiore
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L’Italia continua a vivere una delle fasi più intense dell’estate sotto la spinta dell’ africano, che mantiene condizioni di caldo eccezionale su gran parte della penisola. Anche oggi il ha confermato il livello massimo di allerta, assegnando il bollino rosso a 25 delle 27 città monitorate. La situazione coinvolge ormai l’intera popolazione e non soltanto le categorie più fragili, poiché le elevate e l’afa persistente aumentano il rischio di effetti negativi sulla salute anche per persone giovani e in buone condizioni fisiche.

Le uniche città escluse dall’allerta di livello 3 risultano Messina e Reggio , mentre nel resto del Paese il caldo continua a dominare senza lasciare a un reale cambiamento. Le condizioni atmosferiche restano caratterizzate da un cielo generalmente sereno o poco nuvoloso, accompagnato però da un’umidità elevata che rende la temperatura percepita ancora più alta rispetto ai valori registrati dai termometri.

L’anticiclone africano mantiene il controllo del Mediterraneo

Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, la vasta struttura di alta pressione di origine subtropicale continuerà a interessare l’Italia ancora per diversi giorni. L’anticiclone impedisce l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, favorendo una lunga fase di stabilità atmosferica con giornate soleggiate ma estremamente calde. Le temperature restano ben oltre le medie climatiche tipiche di questo periodo dell’anno, con valori che in molte aree raggiungono i 38 e i 39 gradi e che, nelle zone più esposte all’accumulo di calore, possono sfiorare i 40 gradi.

Le aree maggiormente interessate dall’ comprendono la pianura emiliano-romagnola, il basso Veneto, la -orientale, l’Umbria e numerose zone interne della Toscana e del Lazio. Qui il caldo si combina con un’elevata umidità, creando condizioni di forte disagio fisiologico che rendono particolarmente difficili anche le attività quotidiane.

Afa intensa e notti tropicali aggravano il disagio

Uno degli elementi che rende questa fase meteorologica particolarmente pesante riguarda la temperatura dei mari che circondano la penisola. In molte zone il mare supera ormai i 28 gradi, alimentando un costante apporto di umidità verso le aree costiere e le pianure. Questo fenomeno aumenta sensibilmente l’afa e fa crescere l’indice di calore, cioè la temperatura realmente percepita dall’organismo, che risulta spesso superiore a quella misurata.

Le conseguenze si avvertono soprattutto durante la notte. Le cosiddette notti tropicali continuano infatti a interessare numerose città italiane, con temperature che faticano a scendere sotto i 25 gradi. L’assenza di ventilazione e il persistente accumulo di calore impediscono agli edifici di raffreddarsi, rendendo difficile il riposo e aumentando il disagio soprattutto nei grandi centri urbani.

Il Ministero della Salute ricorda che il bollino rosso identifica una situazione di emergenza climatica nella quale possono verificarsi effetti sulla salute anche tra le persone sane. Le autorità sanitarie raccomandano di evitare le attività all’aperto nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente acqua, mantenere freschi gli ambienti domestici e prestare particolare attenzione ad , bambini e persone con patologie croniche.

Temporali isolati ma senza un vero cambio di scenario

L’unica eccezione all’estesa stabilità atmosferica riguarda lo sviluppo di temporali pomeridiani sulle zone montane. La Protezione Civile ha inoltre emesso un’allerta gialla per rischio temporali su alcune aree di Abruzzo, Umbria e , dove durante il pomeriggio potranno svilupparsi fenomeni localmente intensi.

Questi episodi resteranno comunque circoscritti e di breve durata. I rovesci interesseranno prevalentemente le Alpi, le Prealpi e alcuni tratti dell’Appennino, portando un temporaneo calo delle temperature soltanto nelle aree coinvolte. Le pianure e le principali città italiane continueranno invece a fare i conti con il caldo intenso e con un’afa persistente, senza beneficiare di un reale refrigerio.

La possibile svolta meteo dopo l’8 agosto

Le elaborazioni dei principali modelli meteorologici iniziano a individuare un possibile cambiamento nella seconda parte della settimana. Intorno all’8 e al 9 agosto l’anticiclone africano potrebbe infatti perdere parte della propria forza, consentendo l’ingresso di correnti più instabili provenienti dall’Atlantico.

Se questa tendenza troverà conferma nei prossimi aggiornamenti, il Nord Italia potrebbe registrare temporali più diffusi e organizzati accompagnati da un primo calo delle temperature. Al momento, tuttavia, gli esperti invitano alla prudenza, poiché si tratta ancora di una previsione a medio termine che richiederà ulteriori conferme. Fino ad allora il quadro meteorologico resterà dominato dal caldo intenso, dall’afa e da temperature eccezionalmente elevate su gran parte della penisola.

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