Se Giorgia Meloni dovesse vincere le prossime elezioni politiche, l’Italia rischia di essere emarginata dall’Ue e di essere esclusa dal G7. È l’allarme lanciato dal presidente del M5S, Giuseppe Conte, intervenuto agli Stati Generali Europei sulla Cultura della Sostenibilità. L’ex primo ministro ha dedicato il suo intervento al reale significato della deroga Ue al Patto di stabilità, smentendo le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del resto dell’esecutivo.
Giorgia Meloni ha inviato una lettera alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, chiedendo maggiore flessibilità per gli aiuti alle imprese e alle famiglie. In risposta ha ottenuto un’esortazione ad accelerare lo sviluppo di risorse ed energia rinnovabile. In sostanza, Bruxelles ha ricordato all’Italia l’importanza della riforma del Green Deal, la stessa che l’esecutivo Meloni ha più volte definito “ideologica”. “Paradossalmente l’Europa dà uno schiaffo pazzesco all’Italia”, ha spiegato Conte, chiarendo che l’Ue ha ribadito che l’Italia deve continuare sulla strada del riarmo, visti gli accordi presi nei mesi scorsi con Usa e Nato, e in più deve trovare in autonomia risposte immediate per la crisi energetica.
Lo “schiaffo” di Bruxelles al Governo Meloni
Di fronte alla crisi energetica attuale, legata alla dipendenza del nostro Paese dal gas e dal petrolio straniero, la mancanza di fonti rinnovabili dimostra il fallimento di un Governo arroccato sulle sue posizioni e incapace di prevedere eventuali crisi legate ai punti deboli della Nazione. “Meloni che canta vittoria, con video assurdi, perché pensa che siamo sciocchi. Si vanta di aver ottenuto dall’Ue un vincolo a riprendere quella transizione che loro chiamavano ideologica, verso il green”, ha continuato il leader pentastellato, ricordando che l’Unione europea ha accompagnato questo vincolo con sei raccomandazioni che non sono evitabili e che “distruggono completamente quattro anni di Governo”.
Bruxelles ha infatti sottolineato come in Italia i salari reali siano insostenibili perché troppo bassi e nelle scuole il precariato sia una piaga sempre più dilagante. La povertà diffusa continua ad aumentare e la giustizia è ancora lenta. “Con altri cinque anni di Meloni saremo completamente emarginati da tutto, dall’Europa e dal mondo, e rischiamo di uscire dal G7”, ha quindi messo in guardia il leader pentastellato. La soluzione è iniziare ad adottare una pianificazione seria sul tema delle rinnovabili.
L’unica via è quella delle rinnovabili
“Nessuno può pensare di riempire paesaggi stupendi di pale eoliche o di mettere pannelli in ogni luogo. Serve un piano strutturato”, ha spiegato Conte, citando il caso della Sardegna, dove oggi l’1% del territorio è dedicato alle rinnovabili. Si tratta di una percentuale più alta della media nazionale, grazie agli investimenti garantiti dalla nuova giunta regionale. Anche sul Pnrr, l’Italia si avvia verso un nuovo fallimento: “La verità è che non sono stati capaci di elaborare una sola misura strutturale per lo sviluppo e di fronte a questo il dibattito politico scade purtroppo nell’irresponsabilità”. L’unica speranza per Conte è un cambio radicale di paradigma, che allontani questo Governo dalla possibilità di prendere nuove decisioni cieche e non adeguate ai bisogni del Paese.
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