giovedì 28 Maggio 2026
Sanchez e Zapatero

Cosa sta succedendo in Spagna? Il caso Zapatero e le perquisizioni nella sede del Partito Socialista

L’ex primo ministro è ora imputato formalmente. Dovrà rispondere dell’accusa di traffico di influenze illecite e altri reati di corruzione

Da Maria Vittoria Ciocci
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José Luis Rodríguez Zapatero è il primo ex ministro della storia spagnola ad essere imputato formalmente. Guidò il Paese tra il 2004 e il 2011 ed ora dovrà rispondere dell’accusa di traffico di influenze illecite e altri reati di corruzione, nell’ambito di un complesso scandalo giudiziario che ha travolto direttamente anche il Governo Sánchez. Sembra infatti che nel 2021 – poco dopo lo scoppio della pandemia – Zapatero tentò di convincere l’attuale premier a salvare la piccola compagnia aerea Plus Ultra usufruendo dei soldi pubblici.

La Plus Ultra non fu l’unica a ricevere finanziamenti dallo Stato. Anche Air Europa, Air Nostrum e Volotea beneficiarono dell’intervento di Madrid. Tuttavia, il caso della Plus Ultra è curioso, poiché si trattava di una piccola compagnia che gestiva esclusivamente le rotte tra Spagna e America Latina, molte di queste verso il Venezuela. Il fatto ha quindi provocato un’escalation di accuse, tanto da spingere la polizia a perquisire la sede del Partito Socialista – di cui Pedro Sánchez è segretario –, convolto in un’altra questione giudiziaria.

Il caso Plus Ultra

Entrando nel merito, Plus Ultra ha ottenuto 53 milioni di euro dallo Stato. Inoltre, dalla stessa Plus Ultra, Zapatero e le sue figlie – non indagate – hanno ricevuto circa 2 milioni di euro. Somma che è prima passata per una giravolta di società di consulenza, di cui una con sede a Dubai, gestite dal mediatore e amico di lunga data dell’ex primo ministro: Julio Martínez Martínez. Zapatero ha ammesso di aver concesso delle consulenze presso alcune delle società di Martínez, ma nega di aver intascato dei fondi da Plus Ultra. Sul tavolo, infine, anche la provenienza non ben confermata di alcuni gioielli custoditi nella cassaforte presente nell’ufficio di Zapatero.

Riciclaggio in Venezuela

Il vero nodo del caso Plus Ultra risiede nel secondo filone d’indagine: i 53 milioni ricevuti dallo Stato sarebbero stati utilizzati per attività di riciclaggio di denaro in Venezuela, anche in questo caso tramite una serie di passaggi per varie società locali, quando ancora alla guida di Caracas c’era Nicolás Maduro. Molti dei soldi hanno poi raggiunto diversi paradisi fiscali, come Gibilterra.

La procura, in particolare, teme che quei soldi siano serviti per la liberazione di alcuni prigionieri politici e il trasferimento in Spagna di Edmundo González Urrutia – capo dell’opposizione venezuelana. Motivi politici e diplomatici, insomma. Ipotesi che trovano, in parte, riscontro nelle affermazioni dello stesso González, che ammise il coinvolgimento di Zapatero nella sua fuga datata 2024.

Il rapporto con Sánchez

Zapatero non ha mai fatto parte del Governo Sánchez, tuttavia è stato sin dall’alba dell’ascesa del leader socialista uno dei suoi principali sostenitori. I due hanno sviluppato un rapporto di reciproca fiducia, tanto che all’epoca della campagna elettorale, l’attuale premier poté contrare sull’aiuto del suo predecessore. Inoltre, Zapatero è sempre stato il simbolo del fronte progressista spagnolo – fu lui a dare il via libera al matrimonio tra persone dello stesso sesso –, motivo per cui l’indagine e l’accusa formale hanno intaccato indirettamente lo stesso Partito Socialista. La linea di Sánchez, per ora, è di difenderlo.

Lo scandalo che ha convolto Zapatero, ora trincerato nel silenzio stampa fino a giugno in attesa della prima udienza, ha messo nuovamente in difficoltà il Governo, già colpito dai precedenti scandali giudiziari, ed ha aperto crepe profonde nella maggioranza: se i partiti più a sinistra, come Sumar, condividono lo sconcerto e difendono l’eredità politica di Zapatero, gli alleati più moderati e autonomisti – tra cui il Partito Nazionalista Basco – ritengono la legislatura ormai conclusa e chiedono elezioni anticipate entro l’anno.

All’interno dello stesso Partito Socialista si respira una forte frustrazione, con i dirigenti che descrivono l’inchiesta su Zapatero come un attacco diretto “al cuore” del partito, lasciando Sánchez come ultimo bersaglio rimasto.

Leggi anche: “La Bisteccheria riciclava i soldi dei Senese”. I Pm vogliono le chat di Delmastro con Caroccia

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