Export, difesa, spazio, energia e petrolio. Sono questi i principali dossier che potrebbero risentire delle conseguenze dello scontro aperto tra Giorgia Meloni e Donald Trump. Dopo anni passati a cercare di evitare la frattura con gli Usa, anche a costo di accettare richieste sfavorevoli per gli interessi italiani, la Presidente del Consiglio rischia di trovarsi isolata sia in Europa che oltreoceano.
Lo strappo col tycoon ha reso vani gli sforzi di questi due anni. In più Meloni è ormai osservata con un certo scetticismo dagli alleati europei, in particolare il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico, Keir Starmer. I tre leader hanno cercato l’indipendenza dagli Usa, ben consapevoli dell’inaffidabilità di Trump. Meloni invece non è riuscita a smarcarsi e ora rischia di trovarsi in una posizione di subalternità anche a Bruxelles.
Meloni-Trump: i rischi per il settore energetico
Le conseguenze della frattura con Trump potrebbero colpire il settore dell’energia. In un momento storico in cui la crisi energetica rischia di mettere in ginocchio l’Italia, la vendetta del tycoon potrebbe scagliarsi sugli impianti Eni in Libia e Venezuela. Inoltre Trump potrebbe allontanare anche la figura del leader del Qatar, l’emiro al Thani, da Meloni. In questo modo modo l’acquisto del gas di Doha sarebbe più complesso e meno sostenibile per Roma.
In pericolo anche l’export del Made in Italy negli Usa
Il primo banco di prova riguarderà l’export. Italia e Usa sono fortemente interconnesse, come avrebbe dovuto dimostrare l’Italy-Usa Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma lunedì a Miami. Un summit a cui era invitato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha deciso di disertare in sostegno a Meloni. La Farnesina vorrebbe riorganizzarlo, ma sembra difficile che possa accadere in tempi brevi. Il timore di Meloni e del suo governo è che le esportazioni italiane possano essere prese di mira dal tycoon con i dazi. D’altronde, già in passato Trump ha utilizzato queste tariffe come leva contro i suoi avversari.
Meloni preoccupata per il dossier della Difesa
Infine, c’è il dossier della Difesa. Il Pentagono ha già reso nota la sua intenzione di diminuire la presenza statunitense in Europa. In Italia sono presenti 12.300 soldati Usa in diverse basi, tra cui quelle di Aviano e Sigonella, fondamentali per Washington per avere uno sbocco sul Mediterraneo. Il rinnovato gelo tra Meloni e Trump potrebbe convincere l’amministrazione Usa che la presenza americana nel nostro Paese potrebbe essere diminuita. A risentirne sarebbe anche l’unico centro per la produzione e la manutenzione dei caccia F-35 fuori dagli Usa che si trova a Cameri. Tutti questi cambiamenti costringerebbero l’Italia ad aumentare le spese per la Difesa.
Dubbi sulle future collaborazioni tra Trump e Meloni
A rischio anche il recente settore legato alla collaborazione spaziale. Solo pochi giorni fa, Prada aveva presentato una tuta spaziale progettata per essere indossata dagli astronauti che torneranno sulla Luna. Si tratta di un esempio di collaborazione in un ambito che nei prossimi anni diventerà cruciale per lo sviluppo economico dell’Occidente. Una cooperazione che potrebbe diventare un lontano ricordo a causa della gestione superficiale dei rapporti con Washington.
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