giovedì 14 Maggio 2026
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Draghi scuote l’Ue: “Il compromesso con gli Usa non ha funzionato, ora serve fermezza”

L'ex presidente della Bce ha criticato l'asservimento dell'Europa agli Stati Uniti, riconoscendone la debolezza e l'inefficacia. Ora serve rafforzare una difesa unitaria e di conseguenza divenire più indipendenti da Washington. Una critica che interessa da vicino il governo Meloni

Da Laura Laurenzi
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Dipendenza equivale a debolezza. Questo è il messaggio di fondo espresso dall’ex presidente della Bce, Mario Draghi, in occasione della consegna del premio Carlo Magno ad Aquisgrana. L’Europa ha deciso di evitare di evolversi, di adeguarsi ai tempi che corrono e che si modificano sempre più velocemente, alla ricerca di una sorta di controllo che invece si è trasformato in una gabbia da cui oggi si fa fatica a uscire. Una gabbia che tiene lontani la capacità di costruire una forte domanda interna, un mercato unico europeo, una decarbonizzazione efficace e anche la costruzione di una difesa in grado di essere indipendente e sufficiente.

Una serie di fattori che con la loro assenza hanno reso l’Unione europea debole e vulnerabile, come dimostrato dagli shock energetici ed economici provocati dalla guerra in Iran. L’ennesima emergenza che non è stata prevista e che ora costringe Bruxelles a correre ai ripari, con tutte le difficoltà del caso. Eppure, nel discorso di Draghi c’è una critica che pesa più di tutte: “Con gli Usa l’Europa ha cercato la negoziazione e il compromesso. Non ha funzionato e una postura pensata per de-escalare sta invitando ulteriore escalation”, ha messo in luce l’ex premier italiano, criticando un atteggiamento assertivo che si è trasformato in una vulnerabilità non ignorabile.

L’asservimento dell’Europa e dell’Italia agli Usa di Trump

Una critica che tocca da vicino l’Italia, con Giorgia Meloni che si è presentata a Bruxelles come “ponte” tra Usa e Ue, descrivendosi come la leader che più aveva gli strumenti giusti per confrontarsi con l’amministrazione di Donald Trump. Un ruolo che oggi si è del tutto esaurito, considerando il cambio di postura del tycoon nei confronti della Presidente del Consiglio a seguito dello scontro con Papa Leone XVI. Tutti gli sforzi compiuti in questi anni si sono volatilizzati in poche ore, dimostrando quanto la Casa Bianca sia ormai un partner del tutto inaffidabile.

L’ultimo smacco è la decisione di ritirare i soldati Usa dall’Europa. Una scelta che creerà una falla nella difesa europea, ma non per colpa di Washington ma per la mancanza di azione della stessa Europa. “Dobbiamo avere maggiore autonomia nel modo in cui la difesa viene organizzata e con tale autonomia arriverà anche maggiore forza nei rapporti commerciali ed energetici”, ha spiegato Draghi, evidenziando che questa sorta di “chiusura” non andrebbe affatto a indebolire i rapporti con la Nato o gli altri partner, ma li rafforzerebbe. L’Ue sarebbe infatti un attore autonomo e potente, capace di rappresentare un perno a cui aggrapparsi e non solo a cui fare riferimento.

Draghi: “Anche i sovranisti sanno che non ci si difende da soli”

Un passaggio che Draghi ha reso ancora più solido con un riferimento chiaro: “Persino i partiti che hanno costruito la loro identità sulla sovranità nazionale riconoscono ora che nessuna Nazione europea può difendersi da sola“. Questa stessa indipendenza dovrà poi essere allargata a ogni altro ambito, in particolare quello economico. Queste decisioni sarebbero ancora più utili se accompagnate da quello che l’ex leader dell’Eurotower ha definito un “federalismo pragmatico”, ovvero la capacità di lasciar scegliere in autonomia gruppi di Paesi membri, senza dover sempre richiedere l’unanimità in ogni singolo voto.

L’ex primo ministro ha fornito una serie di spunti – quasi scossoni – all’Ue, affinché la situazione di stallo attuale diventi l’opportunità di trasformarsi in un’Unione che sia degna di questo nome e che sappia agire come un unico grande Stato. “Per la prima volta siamo soli insieme“, ha dichiarato Draghi, invitando l’Europa a far forza delle sue capacità, evitando un asservimento che ormai ha rivelato tutte le sue debolezze.

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