domenica 30 Agosto 2026
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Putin dentro i servizi italiani. Ex 007 al servizio di Mosca

Il principale indagato è un ex 007 italiano ma l'inchiesta coinvolge sette persone: quattro sono militari ancora in servizio. L'agente russo sarebbe coperto da immunità diplomatica

Di Redazione
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Due persone sono state arrestate a dai carabinieri del Ros con l’accusa di spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici. L’indagine riguarda una presunta attività di raccolta di informazioni riservate in favore dei servizi russi. Il principale indagato è un 59enne, ex appartenente al comparto e già sottufficiale dell’Arma.

L’ex 007 e il presunto agente russo

Secondo l’accusa, il 59enne avrebbe svolto attività di spionaggio in di denaro per conto di un presunto agente dei servizi di intelligence russi. Quest’ sarebbe stato coperto da immunità diplomatica in Italia.
L’uomo avrebbe acquisito informazioni attraverso una rete di sei fonti. Tra queste, secondo gli investigatori, ci sarebbero anche quattro militari ancora in servizio, tutti indagati nell’inchiesta.

Due arresti e cinque indagati

Oltre ai due , l’indagine coinvolge altre cinque persone. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono pesanti: procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio o , rivelazione di segreti di Stato e rivelazione di notizie di cui era vietata la divulgazione.
I due destinatari delle misure cautelari sono invece ritenuti responsabili, sempre a vario titolo, di spionaggio su notizie riservate, rivelazione di informazioni vietate e accesso abusivo a sistemi informatici o telematici.

L’inchiesta partita nel 2025

L’attività investigativa del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri è cominciata nel maggio 2025. Da quella prima fase sono nati due procedimenti penali distinti: uno davanti alla ordinaria di Roma e uno davanti alla Procura militare.
Le hanno incluso osservazioni, pedinamenti, controlli e perquisizioni, anche informatiche. Gli accertamenti dovranno ora chiarire quali notizie siano state acquisite, se siano state effettivamente trasferite al presunto referente russo e quale fosse il livello di classificazione del materiale finito al centro dell’indagine.

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