mercoledì 28 Ottobre 2026

Elezioni in Israele, sopravvissuto Nova Festival: “Giorno storico, spero in nuova leadership per futuro migliore”

Di La Sintesi Online
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() – ”Una giornata storica, un giorno molto emozionante”. Così Elay Karavani, sopravvissuto all’ di Hamas al Nova festival il 7 2023, parla all’Adnkronos delle parlamentari in corso in Israele. ”Spero che queste elezioni portino un vero cambiamento. Dopo tutto ciò che abbiamo vissuto, la tragedia del , le guerre contro i nostri nemici e i all’ della nostra stessa società, credo sia giunto il momento di una nuova leadership”, afferma Karavani, 26 anni. Alla guida di Israele servono, ritiene, ”persone che sappiano assumersi le proprie responsabilità, prendere decisioni difficili e mettere al primo posto il futuro del nostro Paese”. Mentre la richiesta di un’inchiesta indipendente sul 7 ottobre è diventato un tema centrale per i candidati, Karavani dice: ”Desidero vedere un Paese che impari dai propri errori, che ritrovi l’unità anziché allontanarsi sempre di più e che offra alla prossima generazione un motivo per credere in un futuro migliore”. 

Karavani il 7 ottobre ha trascorso nove ore nascosto tra alberi di avocado, i terroristi con i kalashnikov imbracciati tanto vicini da sentire i loro discorsi. Alla famiglia aveva inviato un messaggio, che pensava essere l’ultimo, per esprimere l’ che provava per loro. E poi la fuga, scortato dai israeliani, attraverso una strada disseminata di cadaveri di civili fino a una località sicura. “Tutto è iniziato sabato notte, verso l’una, siamo arrivati al luogo del Festival”, aveva raccontato all’Adnkronos nei giorni successivi all’attacco. “Ci stavamo divertendo tantissimo”, ma “all’improvviso alle 6 e 30 circa la musica si è fermata e qualcuno ha preso il microfono e ha detto ‘colore ‘, che significa che ci sono dei razzi in arrivo”. A quel punto, ricorda Karavani, “volevamo scappare, così io e il mio amico siamo andati verso la macchina, ma abbiamo aspettato altri due amici che erano con noi. Dopo circa 10 minuti li abbiamo visti, ma c’era un’enorme fila di macchine che cercavano di scappare, quindi abbiamo deciso che era meglio e più sicuro rimanere fuori dall’auto tra le dune e aspettare finché l’allarme non fosse finito”.  

Il giovane, allora 23enne, e i suoi amici hanno quindi “iniziato a correre verso est e continuavamo a sentire gli spari dietro di noi, ma non ci siamo voltati indietro. Il nostro piano era di andare nella città più vicina perché pensavamo fosse sicura”. Gli spari continuavano senza sosta, tanto che Karavani decise di mandare “un messaggio alla mia famiglia per dire loro che li amo, qualunque cosa accadesse. Pensavo che la nostra fine fosse vicina. Ho perso due dei miei amici”. 

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