domenica 27 Settembre 2026

Epatologo Carbone: “In colangite biliare primitiva farmaci efficaci anche su prurito”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Storicamente abbiamo trattato la colangite biliare primitiva puntando al miglioramento degli esami ematici, il quale si traduce in un miglioramento della sopravvivenza dei nostri . Quando però questi ci chiedevano un trattamento anche per i , come il prurito, avevamo le armi spuntate. Oggi abbiamo invece delle nuove terapie che ci permettono sia di rallentare la progressione di malattia – riducendo auspicabilmente la necessità di ricorrere al di fegato – sia di trattare” i sintomi importanti come “il prurito”. Lo ha detto Marco , professore di Gastroenterologia all’università degli Studi di Bicocca e dirigente dell’Epatologia Asst Grande ospedale metropolitano di Milano, oggi nel capoluogo lombardo a un evento organizzato da Gilead Sciences in occasione del alla rimborsabilità da parte di Aifa (Agenzia italiana del ), di seladelpar, nuova opzione terapeutica per la patologia epatica rara e autoimmune. 

Intervenire su un sintomo particolarmente debilitante come “il prurito cronico che non risponde agli antistaminici o alle creme – spiega Carbone – e per il quale, per molto tempo, non abbiamo avuto terapie, si traduce in un miglioramento del quadro globale: del prurito notturno, della componente emotiva, della qualità di vita e, verosimilmente, dell’astenia, la stanchezza cronica”. 

La colangite biliare primitiva, “malattia cronica del fegato e delle vie biliari con un’origine autoimmune – chiarisce l’esperto – è caratterizzata dall’infiammazione cronica e dalla distruzione dei piccoli dotti biliari. Questo porta a un ristagno di bile a livello epatico, allo sviluppo di fibrosi e, quindi, alla cirrosi, se la malattia non viene trattata correttamente e precocemente. La diagnosi sarebbe piuttosto semplice – osserva – perché è una malattia caratterizzata dall’alterazione degli esami ematici. A renderla complessa è il che si tratta di una patologia silente, come molte delle malattie croniche epatiche, che dà purtroppo sintomi solamente in fase molto avanzata”. 

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