(Adnkronos) – La donna ucraina sospettata dell’attentato che ha colpito l’uomo d’affari ucraino Vadim Ermolaev, la sua compagna e suo figlio a Monaco, a quanto apprende l’Adnkronos, è transitata la sera stessa in auto da Ventimiglia dirigendosi verso il confine svizzero. La donna avrebbe compiuto la tratta senza mai fermarsi sul territorio italiano.
Ci sono volute 48 ore agli inquirenti per identificare la principale indiziata dell’esplosione, ha dichiarato in una conferenza stampa il procuratore aggiunto monegasco, Morgan Raymond, secondo cui la donna aveva dei complici e sarebbe già arrivata in Germania, dove risiede. Secondo la procura – scrive le Figaro – si tratta di una donna ucraina di 39 anni, di nome Anastasia Berezovska, che “non avrebbe agito da sola. L’inchiesta giudiziaria si è concentrata sull’esistenza di complici. La relativa sofisticatezza dell’ordigno esplosivo e il modus operandi sembrano indicare che la persona che ha piazzato l’ordigno non abbia agito da sola. Altre due persone di sesso maschile – ha aggiunto – sono state fermate nei giorni scorsi, ma nulla permette di stabilire la loro complicità. La loro custodia cautelare è stata revocata”.
Secondo gli elementi in mano agli inquirenti, la famiglia colpita, quella dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, stava tornando da una cena in riva al mare al momento dei fatti. La sospettata avrebbe “estratto un pacco nascosto in una borsa”, prima di recarsi sulla soglia dell’edificio per verificare l’identità delle vittime. L’ordigno sarebbe stato poi azionato tramite “un telecomando”, ha precisato il procuratore. La sospettata, una donna bruna con i capelli lunghi fino alle spalle, compare in due foto diffuse insieme al comunicato della procura, dove indossa una maglietta a maniche corte a righe bretoni che lascia intravedere un tatuaggio sulla parte superiore del braccio destro, “forse un serpente”, secondo quanto riportato nell’avviso.
Ma le prime immagini di videosorveglianza mostravano quello che a prima vista sembrava “un uomo”, che indossava un berretto nero e abiti larghi. Un'”analisi più approfondita delle registrazioni ha permesso di individuare diversi passaggi della stessa sagoma, vestita con un abbigliamento identico e con la stessa borsa, alcuni giorni prima nel principato. Questa identificazione ha anche permesso di risalire a un veicolo immatricolato in Germania, un’auto a noleggio individuata a Monaco. Il tracciamento del suo percorso ha permesso di ricostruire il suo viaggio verso l’Italia, poi attraverso diversi paesi europei, fino al suo ritorno a casa in Germania”, ha aggiunto il procuratore.
Le forze di sicurezza tedesche hanno intanto perquisito il domicilio in Germania della donna. La sospetta non è stata trovata, secondo quanto dichiarato dalla polizia tedesca. “Sono state sequestrate prove che saranno consegnate alle autorità monegasche”, si legge in una dichiarazione congiunta della polizia regionale dell’Assia e della procura di Francoforte, che aggiunge che “la donna ricercata è attualmente latitante”.
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