Circa 35 cittadini italiani sono a bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, abbordate questa mattina dalla Marina israeliana. Due delle otto barche battenti bandiera italiana, inoltre, sono state perquisite in acque internazionali al largo di Cipro, mentre “almeno 7 o 8 connazionali” sono stati presi in custodia. È quanto riferisce Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione umanitaria.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, conferma la Farnesina, sta seguendo attentamente gli sviluppi. Il vicepremier ha richiamato Israele al “rispetto delle regole del diritto internazionale” e della “dignità della persona”, affermando che il trattamento dei cittadini dovrà contemplare il rispetto dei loro diritti. Dichiarazioni, queste, che giungono in un momento in cui la Flotilla è attanagliata dall’ostruzionismo israeliano.
Non arretrano però di un solo passo nell’obiettivo di consegnare gli aiuti umanitari ai superstiti della Striscia di Gaza. Non si fermeranno fino a quando non avranno, almeno simbolicamente, aperto un varco nel blocco imposto da Tel Aviv.
Le reazioni
Sul nodo dell’abbordaggio interviene anche la Turchia. In una nota ufficiale, il ministero degli Esteri di Ankara ha definito l’intervento israeliano come “un nuovo atto di pirateria”. Ha inoltre chiesto la liberazione “incondizionata” degli attivisti trattenuti e ha assicurato di aver avviato tutte le iniziative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei cittadini turchi coinvolti.
Mentre Hamas ha parlato di un “attacco terroristico dell’esercito israeliano contro la Global Sumud Flotilla”, accusando la Knesset di aver agito contro una missione “umanitaria e morale”. Hamas ha inoltre chiesto alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di condannare l’azione e di esercitare pressioni per ottenere il rilascio immediato degli attivisti fermati.
Gli organizzatori e i membri del consiglio direttivo, tra cui Saif Abukeshek, nel frattempo hanno sollevato un interrogativo: “La cosa che ci colpisce è che stanno agendo per la prima volta in pieno giorno, durante la mattina, era una cosa che non era mai accaduta”. Un nuovo approccio che gli attivisti attribuiscono alla consapevolezza di essere protetti da una forma di totale impunità internazionale. Al momento, inoltre, sfugge il numero di partecipanti fermati.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
