Un clamoroso furto d’arte scuote Messina e colpisce uno dei luoghi più importanti del patrimonio culturale siciliano. Nella serata di sabato 15 agosto, durante la notte di Ferragosto, alcuni ladri sono riusciti a entrare nelle sale del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe, e hanno portato via sei opere attribuite al grande pittore rinascimentale Antonello da Messina. Due di queste opere, tuttavia, sono ricomparse poco dopo all’esterno della struttura: alcuni passanti hanno notato le tavole appoggiate sul muretto lungo viale della Libertà e hanno fatto scattare la segnalazione che ha permesso agli investigatori di recuperarle.
Il bilancio del colpo resta comunque gravissimo. Gli autori del furto hanno infatti portato fuori dal museo tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta bifronte che raffigura la Madonna con il Bambino e un francescano su una faccia e il Cristo in Pietà sull’altra. Le quattro opere non risultano ancora recuperate. La loro scomparsa rappresenta una perdita enorme per il patrimonio artistico di Messina e per l’intera Sicilia, anche perché la produzione conosciuta di Antonello da Messina comprende un numero molto limitato di opere certe.
Due tavole ritrovate sul muretto del museo
La scoperta delle due opere ha aggiunto un elemento ancora più singolare alla vicenda. I ladri, dopo averle sottratte dalle sale del MuMe, le hanno lasciate sul muretto esterno del museo, dove alcuni passanti le hanno notate. Gli investigatori hanno quindi recuperato le tavole e hanno avviato gli accertamenti necessari per verificare le condizioni delle opere e ricostruire con precisione le fasi del furto. Le due tavole appartengono al Polittico di San Gregorio, una delle opere più importanti di Antonello conservate nella sua città natale.
Il recupero evita almeno la dispersione di due preziosi elementi del polittico, ma non ridimensiona la gravità dell’accaduto. Tre tavole dello stesso complesso pittorico rimangono infatti nelle mani dei responsabili del furto. A queste si aggiunge la tavoletta bifronte, particolarmente preziosa anche per la sua storia: la Regione Siciliana la acquistò nel 2003 da Christie’s e la riportò nella città dell’artista.
La tavoletta bifronte resta tra le opere scomparse
Tra i pezzi ancora ricercati spicca proprio la tavoletta bifronte. L’opera presenta due immagini su lati opposti e rappresenta una testimonianza particolarmente rara dell’attività di Antonello da Messina. La sua importanza non riguarda soltanto la qualità artistica, ma anche il legame diretto con la storia della città e con la conservazione delle opere del maestro siciliano. Gli investigatori dovranno ora ricostruire come i ladri siano riusciti ad accedere alle sale, a raggiungere le opere e a superare le misure di sicurezza del museo.
La Polizia e gli specialisti della Scientifica hanno avviato i rilievi all’interno del museo. Gli accertamenti puntano a individuare eventuali tracce lasciate durante l’effrazione e a ricostruire gli spostamenti dei responsabili. Gli investigatori stanno inoltre esaminando gli elementi utili a comprendere la dinamica del colpo e l’eventuale presenza di complici. Il museo è rimasto chiuso al pubblico nella giornata successiva al furto proprio per consentire agli specialisti di lavorare senza interferenze e mettere in sicurezza l’area interessata.
Un colpo che ferisce l’identità di Messina
La vicenda assume un significato ancora più grave perché coinvolge opere direttamente legate alla storia artistica di Messina. Antonello da Messina rappresenta infatti una figura centrale del Rinascimento italiano e uno dei simboli culturali della città. Il Polittico di San Gregorio, realizzato nel Quattrocento, costituisce una delle testimonianze più importanti della sua attività nella città natale. La sottrazione di tre tavole rischia quindi di interrompere nuovamente l’unità di un’opera già segnata dalle vicende storiche e dalla dispersione delle sue parti.
La direttrice del museo ha espresso lo sgomento per quanto accaduto e ha sottolineato il valore delle opere sottratte per l’identità stessa dell’istituzione. «Sono il biglietto da visita del nostro museo», ha spiegato, evidenziando quanto i dipinti di Antonello da Messina rappresentino un elemento fondamentale per il MuMe e per l’immagine culturale della città.
Il furto arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per il patrimonio culturale italiano. Nei mesi scorsi le forze dell’ordine hanno recuperato importanti dipinti sottratti alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, tra cui opere di Cézanne, Renoir e Matisse. Il nuovo caso di Messina riporta quindi l’attenzione sulla sicurezza delle collezioni museali e sulla necessità di proteggere opere che, per la loro rarità e il loro valore storico, non possono trovare una vera collocazione sul normale mercato dell’arte.
La ricerca continua
Le indagini proseguono con l’obiettivo prioritario di recuperare le quattro opere ancora scomparse e identificare i responsabili. La particolare riconoscibilità dei dipinti potrebbe rendere molto difficile una loro eventuale vendita attraverso i normali canali del mercato dell’arte. Gli investigatori dovranno quindi seguire ogni possibile pista per impedire che le opere escano dalla Sicilia o vengano nascoste in collezioni clandestine.
Il ritrovamento delle due tavole abbandonate sul muretto rappresenta un primo risultato importante, ma il quadro resta estremamente preoccupante. Tre tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna con il Bambino e il Cristo in Pietà continuano infatti a mancare all’appello. Per Messina, il furto non riguarda soltanto quattro preziosi manufatti artistici: riguarda una parte della propria memoria e della propria identità culturale. Il recupero delle opere ancora scomparse diventa quindi una priorità per le autorità e per l’intero sistema della tutela del patrimonio italiano.
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