giovedì 13 Agosto 2026

Guerra in Iran, in 2 mesi di conflitto impatti per 1.000 euro annui a famiglia in Italia

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – In soli due mesi l’effetto Iran ha portato in Italia a maxi-rialzi di prezzi e tariffe di numerosi prodotti con un impatto sulle tasche degli italiani che, ai dati attuali, sfiora quota 1.000 annui a . Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno per capire come siano cambiati i prezzi al dettaglio dallo scoppio della in Medio Oriente e quali siano i prodotti che hanno maggiormente risentito della in corso. Analizzando i dati sull’andamento dell’inflazione da febbraio, prima dell’inizio del conflitto, ad aprile, si scopre che i prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, , gasolio per riscaldamento), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Anche il settore della comunicazione e dell’informatica registra sensibili aumenti, con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%, spiega il Codacons. 

Nota dolente i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%; per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l’8,8% in più. Il gasolio registra in due mesi una crescita del +23%, +6,2% la benzina, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, ecc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l’aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. La guerra in Iran ha fatto poi schizzare al rialzo le quotazioni energetiche con effetti diretti sulle bollette degli italiani. Ad aprile il costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica è salita del +5,2%. 

“La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati. Il conto di tale situazione – afferma l’associazione – si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua. Il rischio concreto è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l’ nazionale”, conclude l’associazione. 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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