giovedì 16 Luglio 2026

Hiv, dalla Sicilia il modello per estendere terapie long acting

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

() – Le terapie long acting rappresentano una delle principali innovazioni nella gestione dell’Hiv e “possono contribuire a migliorare l’aderenza terapeutica, ridurre lo stigma e rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi sanitari”. È questo il messaggio del progetto istituzionale ‘Hiv e terapie long-acting: un passo verso infezioni zero’, promosso da Sanitanova e ospitato oggi presso il Complesso Monumentale Steri di Palermo, con il patrocinio della Simit – Società italiana di malattie infettive e tropicali, dell’Università degli Studi di Palermo e del dipartimento Promise. L’incontro – informa una nota – ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali, infettivologi, direttori sanitari e professionisti provenienti dai principali centri Hiv della Sicilia con un obiettivo condiviso: definire un modello organizzativo regionale che renda le terapie a lunga durata d’ sempre più accessibili ai pazienti, uniformando i percorsi assistenziali e favorendo l’integrazione con le strategie di attraverso la PrEP. Tra i temi centrali emersi durante il confronto, la necessità di preservare l’aderenza terapeutica come elemento decisivo non solo per la salute della persona ma anche per ridurre la del , secondo il principio “U=U” (Undetectable = Untransmittable). 

“Le terapie long acting – ha spiegato Giuseppe Nunnari, presidente Simit Sicilia e professore ordinario di Malattie infettive dell’Università di – offrono una risposta concreta a 2 bisogni essenziali: garantire continuità di cura, e quindi anche aderenza, e ridurre lo stigma che ancora accompagna molte persone con Hiv. La somministrazione periodica da parte di un operatore sanitario, infatti, rafforza l’aderenza e la frequenza del dialogo medico-paziente, intercettando così precocemente i bisogni ed evitando quella ‘visibilità non voluta’ legata alla assunzione della terapia quotidiana”. Un altro tema prioritario riguarda l’organizzazione dei servizi. Su questo tema, Antonio Cascio, direttore dell’Uoc Malattie infettive e Centro regionale di riferimento Aids del Policlinico ‘Paolo Giaccone’ di Palermo, ha affermato: “L’innovazione terapeutica deve procedere insieme a modelli assistenziali capaci di semplificare la presa in carico e rendere i percorsi più efficienti favorendo la fruibilità dell’innovazione stessa. Solo così è possibile assicurare un accesso omogeneo alle nuove opportunità terapeutiche in tutta la regione garantendo equità delle ”. 

Il valore della sostenibilità è stato approfondito da Giacomo Matteo Bruno, professore di Hta-Health technology assessment e Farmacoeconomia dell’Università degli Studi di . “Le terapie long acting – ha chiarito – vanno valutate per il loro impatto complessivo sul : più aderenza, meno ricoveri evitabili e un uso più efficiente delle risorse. È così che si generano benefici concreti per pazienti e Servizio sanitario, considerando tutte le variabili in gioco”. Nel corso dei lavori – conclude la nota – sono stati inoltre presentati i dati epidemiologici regionali, analizzati gli aspetti delle terapie a lunga durata d’azione e condivise le esperienze dei principali centri siciliani. La giornata si è conclusa con un workshop operativo dedicato alla definizione di un percorso assistenziale regionale condiviso, che costituirà la base per future raccomandazioni organizzative. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata