Tra forze di governo e Roberto Vannacci è ormai guerra aperta. Dopo mesi di silenzi complici, i partiti di maggioranza hanno deciso di cambiare strategia e attaccare il generale e il suo partito, visto come un pericoloso concorrente il cui successo rischia di costare caro alle prossime elezioni.
L’ultimo ad andare all’assalto, in un colloquio riportato da Il Giornale e Il Foglio, è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa. «La verità è che il più efficace propagandista anti-Vannacci è Matteo Renzi quando dice di averlo utilizzato per sconfiggere il governo di centrodestra», ha detto. «Di fatto gli affibbia l’immagine del traditore».
«Un marchio di disonore indelebile»
Nella cultura politica missina, ricorda il presidente del Senato, la rottura con la comunità di appartenenza non può essere considerata una scelta tattica: è un’onta d’infamia destinata a rimanere. «Fa parte della nostra cultura: Giorgio Almirante quando ci fu la scissione del Msi, gestita dai democristiani, da quel genio di Andreotti, ci ordinò, lo ricordo bene ancora oggi, di non parlare con i fuoriusciti. Fu un ordine tassativo da applicare con rigore», racconta.
Poi la stoccata: «Nella destra il concetto del traditore è un marchio di disonore indelebile, che ti emargina. A cominciare da quello del Re. Ne dovrebbe essere consapevole soprattutto un generale».
L’aneddoto su Donna Assunta Almirante
Per spiegare quanto quel marchio possa durare, La Russa ricorda un episodio legato a Donna Assunta Almirante. «Pensate che io ho provato a reintegrare nel tempo uno degli scissionisti. Di trovargli un ruolo. Ebbene a 25 anni di distanza Donna Assunta mi fece recapitare un articolo di giornale in cui il poveretto aveva parlato male di Almirante. Lo aveva conservato e lo aveva ritirato fuori dopo 25 anni».
«Tra i nostri il marchio del traditore resta nel tempo. Non viene rimosso», ribadisce La Russa. «Noi però in questa occasione con Vannacci abbiamo deciso di non parlarne… Di non dargli peso… Vedremo».
Il non parlarne, però, sembra ormai finito.
Il cambio di strategia
Le parole di La Russa sono perfettamente coerenti con la nuova strategia del centrodestra verso Vannacci.
Per settimane, l’indicazione è stata essere quella di non alimentare il fenomeno ed evitare lo scontro frontale. Ora però che i sondaggi sembrano dare ragione al generale e Futuro Nazionale potrebbe superare la Lega, sempre più esponenti del governo stanno prendendo le distanze dal generale, presentandolo come di un fattore di destabilizzazione del centrodestra.
L’intenzione è quella di far capire agli elettori che un voto per Vannacci non è un voto per l’attuale governo, e che anzi su molti temi si registra un’incompatibilità che rischia di minare alla radice la tenuta di un eventuale futuro esecutivo.
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