mercoledì 16 Settembre 2026

Il mare in laboratorio, un ecosistema in miniatura per produrre plancton

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – All’Acquario di Livorno la fase sperimentale della ‘fattoria del mare’, una piattaforma avanzata che consente di simulare le condizioni dell’ecosistema marino. Il mesocosmo – spiega Ispra – è un sistema sperimentale delimitato da una rete a maglia fine che viene utilizzato per la produzione di zooplancton in ambiente controllato. 

Il mesocosmo, uno dei protagonisti del progetto europeo AQuaBioS – ‘La fattoria del mare: per un’acquacoltura biologica e sostenibile’, finanziato dal Interreg Italia-Francia Marittimo 2024-2027, entra nella sua fase operativa centrale con l’avvio delle attività sperimentali dedicate allo sviluppo di modelli innovativi di acquacoltura sostenibile nel .  

Coordinato da Ispra, il progetto rappresenta una delle iniziative più avanzate nel panorama euro-mediterraneo dedicate alla transizione ecologica del settore ittico e alla promozione di una blue economy sostenibile. Con un budget complessivo di circa 1,8 milioni di euro, il progetto mira a sviluppare sistemi di allevamento di zooplancton marino a basso impatto ambientale, integrando innovazione scientifica, tutela degli ecosistemi e sostenibilità economica delle filiere. 

“Con il progetto AQuaBioS l’Istituto rinnova e rafforza il proprio impegno nel promuovere un modello di sviluppo capace di integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale – spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa – Investire in sistemi di acquacoltura sostenibile significa non solo favorire la resilienza degli ecosistemi marini, ma anche sostenere una crescita economica responsabile, in grado di coniugare competitività, sicurezza alimentare e salvaguardia del naturale del Mediterraneo. In questa prospettiva, AQuaBioS rappresenta un passo concreto verso la diffusione di pratiche produttive più efficienti, sostenibili e coerenti con le sfide ambientali e climatiche del futuro”. 

Il progetto sviluppa sistemi biologici innovativi che impiegano plancton, microalghe e copepodi, come alimento naturale per le specie marine allevate, con l’obiettivo di ridurre l’uso di mangimi industriali ad alto impatto ambientale.  

“Oltre al loro elevato valore nutrizionale, le microalghe contribuiscono a migliorare la qualità dell’acqua, assorbire CO2 e ridurre il carico organico negli impianti di acquacoltura – spiega Ispra – Per questo motivo, alcune specie vengono coltivate in sistemi sperimentali per valutarne l’efficacia sia sulla crescita dei pesci sia sull’equilibrio biologico degli ambienti acquatici. I copepodi (raggruppamento che rappresenta la più grande fonte di proteine presente negli oceani e in acque interne) occupano una posizione chiave negli ecosistemi acquatici: si nutrono principalmente di fitoplancton e trasferiscono energia ai livelli superiori della catena alimentare, rappresentando le prede naturali della maggior parte delle forme larvali e di numerosi organismi marini. Di conseguenza, variazioni nella loro presenza ed abbondanza possono influenzare l’intero equilibrio dell’ecosistema”. 

“Osservare la risposta dei copepodi a di temperatura, acidità, disponibilità di nutrienti o presenza di inquinanti è essenziale per comprendere gli effetti dei cambiamenti ambientali su di essi e le possibili ricadute sulla rete trofica e sulla biodiversità acquatica. L’introduzione del plancton nelle diete di organismi marini allevati, in sostituzione di proteine derivanti proprio dai prodotti della , permette di sviluppare protocolli sostenibili e contribuisce a diminuire l’impatto ecologico dell’attuale sistema di produzione ittica (pesca e acquacoltura) nel Mediterraneo”, continua l’Istituto. 

Dal punto di vista socioeconomico, “il progetto, nel suo insieme, punta anche a rafforzare la competitività delle piccole e medie della filiera ittica mediterranea, sostenendo la transizione verso modelli produttivi più sostenibili e di rispondere alle nuove esigenze del mercato europeo in termini di qualità ambientale, tracciabilità e sicurezza alimentare”. Il progetto coinvolge partner scientifici e industriali provenienti da , Toscana, , Corsica e Région Sud francese, creando una rete internazionale di ricerca e sperimentazione applicata all’acquacoltura sostenibile. 

sostenibilita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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