Il Partito Democratico tenta di rallentare i tempi sulla successione a Beppe Sala, ma la corsa politica sotto la Madonnina è già entrata nel vivo. Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Nazareno e braccio destro della segretaria Elly Schlein, si è recato a Milano per inviare un messaggio chiaro ai tre aspiranti candidati del partito — Pierfrancesco Majorino, la vicesindaca Anna Scavuzzo e l’assessore municipale Lorenzo Pacini: «Calma e gesso, fino a fine anno ci si concentra esclusivamente sul programma».
La strategia del Nazareno: tempo al programma e gazebo rinviati
La tabella di marcia concordata dalla dirigenza romana con i vertici provinciali e regionali prevede un percorso a tappe: aggiornamento della Carta dei valori entro la fine di ottobre, confronto sul programma con gli alleati a novembre e rinvio di qualsiasi decisione sulle primarie cittadine al febbraio 2027. L’obiettivo del PD nazionale è evitare che le fibrillazioni e le spaccature interne sui territori possano interferire con il percorso delle primarie nazionali, dove la leadership di Schlein sarà direttamente impegnata.
Il rinvio del dibattito sui nomi rischia però di penalizzare la classe dirigente dem sul territorio. Se Scavuzzo e Pacini hanno già esplicitato le proprie intenzioni, lo stesso Majorino — figura chiave della segreteria nazionale — necessita di ufficializzare la propria discesa in campo per evitare di rimanere in una posizione di svantaggio tattico.
Il vantaggio nei numeri: il sondaggio Ixè spinge Calabresi
A complicare la strategia attendista del PD sono arrivati i dati del Monitor Ixè relativi al quadro milanese. Nell’ipotesi di consultazione primaria per il centrosinistra, l’ex direttore di Repubblica, Mario Calabresi, viene stimato tra il 48% e il 53% dei consensi tra gli elettori orientati. Un margine netto rispetto a Majorino, rilevato tra il 30% e il 36%, e alla vicesindaca Scavuzzo, ferma tra l’8% e il 10%.
Sebbene Majorino registri un indice di notorietà più elevato (75% contro il 67% del giornalista), Calabresi risalta nel rapporto di fiducia, raggiungendo il 68% contro il 50% del capogruppo regionale dem. Nel frattempo, Azione spinge per un’incoronazione diretta del profilo civico senza ricorrere ai gazebo, mentre AVS e Movimento 5 Stelle mantengono riserve sul metodo. Il tentativo del Nazareno di congelare la partita rischia così di lasciare campo libero alla campagna di ascolto di Calabresi nei quartieri della città.





