giovedì 13 Agosto 2026

Il trucco per abbassare la temperatura in città di 10 gradi grazie ai pannelli solari

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – L’integrazione del solare fotovoltaico negli ambienti urbanizzati rappresenta un della transizione energetica, ma i suoi effetti sul microclima locale non sono uniformi. Una dell’Istituto per la Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ibe), pubblicata sulla rivista Sustainable Cities and Society, ha dimostrato che l’efficacia dei pannelli nella mitigazione del calore urbano dipende strettamente dal materiale sottostante. Lo studio si è avvalso di acquisiti tramite sensori iperspettrali e termici durante un volo scientifico sulla città di Lucca, analizzando l’albedo (la capacità di riflessione solare) e l’emissione termica delle diverse superfici. 

 

Mappa dell’intensità dell’isola di calore urbana calcolata come la differenza tra la temperatura di ogni punto e la temperatura media delle aree naturali, ricavata dall’immagine termica aerea ad alta

 

 

I risultati indicano che l’installazione di pannelli fotovoltaici su parcheggi asfaltati o tetti metallici scuri, superfici tipicamente a basso albedo che accumulano molto calore, può ridurre la temperatura superficiale locale dai 5 ai 10 °C durante la stagione estiva. In questi scenari si genera un effetto “win-win”: produzione di energia pulita e raffrescamento dell’ circostante. 

Al contrario, la posa di solari su superfici naturali, come prati o specchi d’acqua, altera i di evapotraspirazione e la capacità termica naturale del suolo. In questi casi, lo studio ha registrato un incremento della temperatura superficiale fino a 17 °C, trasformando una tecnologia sostenibile in un potenziale fattore di riscaldamento locale. 

La comprensione di questi meccanismi è cruciale per raggiungere i target fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Nel 2025, l’Italia ha raggiunto una potenza installata di 43,5 GW, con l’obiettivo di toccare i 79 GW entro il 2030 per coprire il 63% della domanda elettrica nazionale con fonti rinnovabili. 

“Le urbane dovranno prediligere l’installazione di pannelli su superfici a basso albedo come coperture bituminose e asfalto, ed evitare l’installazione su superfici chiare”, spiega Beniamino Gioli, coordinatore del team Cnr-Ibe. Sebbene l’energia prodotta contribuisca al raffreddamento globale riducendo le emissioni di serra, Gioli avverte che “le alterazioni di albedo e della temperatura superficiale possono essere un cooling anche a livello locale ma anche un warming con effetti locali indesiderati”. 

L’uso di tecnologie di telerilevamento ad alta risoluzione si conferma uno strumento indispensabile per la governance delle città moderne. Questi sensori permettono di stimare con precisione quanta radiazione solare viene assorbita o riflessa verso lo spazio, guidando i pianificatori verso scelte consapevoli. La sfida per le “smart cities” del sarà dunque quella di bilanciare il potenziamento energetico con il mantenimento di un microclima vivibile, evitando che la transizione energetica amplifichi involontariamente il fenomeno delle isole di calore nelle aree più vulnerabili. 

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