martedì 15 Settembre 2026

In 10 anni mezzo milione di under 35 in meno, pensioni a rischio per crisi demografica: l’analisi

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

() – Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di mezzo milione, quasi 550 mila unità. Entro il 2029 oltre 3 milioni di lavoratori “usciranno dal mercato del lavoro: chi sostituirà questi lavoratori?”. Se lo chiede l’Ufficio studi della Cgia che analizza le prospettive del sistema pensionistico e dell’occupazione in colpita da anni dalla crisi demografica. 

La Cgia cita il sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, secondo cui quasi 3 milioni di italiani lasceranno fabbriche e uffici, per lo più baby boomer. A farne le sono soprattutto le piccole imprese, che hanno una capacità attrattiva nei confronti dei giovani nettamente inferiore rispetto alle aziende di dimensioni maggiori. Di questi 3 milioni di addetti, poco più di 1,6 milioni sono del settore privato, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi. Gli imprenditori lombardi “subiranno” una incidenza delle uscite dei dipendenti privati sul totale del 64,6%, gli emiliano-romagnoli del 58,6 e i veneti del 56,5.  

Secondo la Cgia “chi sostiene che gli immigrati possano, nel , colmare i vuoti occupazionali che si creeranno nel nostro Paese si sbaglia clamorosamente. Tuttavia, nel breve periodo, l’ingresso di nuovi extracomunitari può rappresentare uno strumento per affrontare questa sfida, a condizione di riuscire a preparare adeguatamente le persone nei Paesi di origine che intendono entrare in Italia”. 

Sulle pensioni la Cgia cita le proiezioni di Istat e Mef che indicano che l’incidenza della spesa previdenziale sul Pil nazionale subirà un transitorio, passando dall’attuale 15,4% a un picco stimato intorno al 17% verso il 2040, per poi scendere gradualmente sotto il 14% entro il 2070. “Si tratta di previsioni di lungo periodo, quindi soggette a margini di errore che potrebbero non essere trascurabili; tuttavia, sembra che nel tempo il sistema sia in grado di autosostenersi. Resta però aperto il problema dell’entità degli importi che verranno erogati agli aventi diritto nei prossimi decenni: ai giovani d’oggi, che spesso hanno carriere lavorative discontinue e retribuzioni relativamente basse, l’Inps corrisponderà assegni contenuti, difficilmente sufficienti a garantire una vita dignitosa”, dice la Cgia, secondo cui va introdotta “la possibilità di aderire, su base volontaria, a un previdenziale nominativo presso l’Inps”.  

Nei prossimi decenni, limitare la spesa sanitaria potrebbe essere più complesso che contenere quella previdenziale, ricorda la Cgia considerando che la fascia d’età più avanzata arriverà a incidere per il 35% circa sulla popolazione complessiva entro il 2050. Intanto negli ultimi 10 anni (2015-2025) la diminuzione di giovani in Italia è stata del 4,3 per cento, contro una dell’Eurozona del -0,4 per cento. “Se anche la Germania ha registrato una variazione percentuale negativa (-1,8), le altre big europee, invece, sono in controtendenza. La (+1,6), la Spagna (+5,3) e i Paesi Bassi (+11,5) hanno momentaneamente, grazie in particolare agli immigrati, invertito il segno. 

 

economia

webinfo@adnkronos.com ( Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata