martedì 15 Settembre 2026
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FdI perde 1,2 milioni di euro dai tesseramenti: il calo nei conti segue il crollo nei sondaggi

Il calo è stato registrato nel biennio dal 2023 al 2025. La contrazione viaggia in parallelo con il calo dei sondaggi. Il bilancio si salva solo grazie ai fondi pubblici del 2 per mille

Di Laura Laurenzi
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FdI, il della del Consiglio, ha perso un milione e duecentomila euro di risorse economiche provenienti dal tesseramento dei iscritti. Lo certifica Domani, che ha analizzato i bilanci pubblicati dalla forza politica, mettendo in luce una situazione economica piuttosto particolare e un possibile indice di una delusione degli elettori nei confronti delle politiche di Giorgia Meloni. Questo calo si accompagna a quello dei consensi: come rilevato dal sondaggio per Agi, il partito è al 27%, il minimo storico dalla sua alle elezioni.

I fondi dei tesseramenti di FdI crollati del 42%

Il dato più chiaro riguarda il crollo dei proventi dei tesseramenti tra il 2023, anno d’oro per FdI, e il . Dai 2.878.908 euro si è arrivati a 1.660.358 euro in un solo biennio, con un crollo del 42,3%. A destare interesse è il fatto che il partito in questo stesso periodo ha comunicato un aumento degli iscritti da 230mila a 254mila. Di conseguenza, il bilancio sarebbe dovuto crescere.

La testata ha contattato l’ufficio stampa del partito, che ha confermato i dati e spiegato che la discrepanza è legata al fatto che nel 2023 gli iscritti avrebbero chiesto di versare quote maggiori a quelle preventivate. Il crollo dei proventi, comunque, rimane. FdI ha potuto chiudere il bilancio del 2025 in positivo solo grazie ai fondi garantiti dal 2 per mille, il finanziamento pubblico ai partiti, da cui ha ottenuto 6,5 milioni di euro. Grazie a questa cifra è riuscito anche a sanare il di 700mila euro registrato nel 2024 a causa della campagna elettorale per le elezioni europee. L’ultimo rendiconto del partito, quindi, registra un avanzo di 1,1 milioni di euro.

I motivi del crollo

A preoccupare, però, è il calo dei fondi dai tesseramenti. Perché nel 2023 gli iscritti hanno voluto versare quote maggiori e negli anni successivi no? L’ sembrerebbe ricadere sull’azione dei responsabili del partito, Arianna Meloni e il deputato . Eppure, a far riflettere è anche il fatto che il calo corrisponde agli anni di governo della Presidente del Consiglio, che in questi quattro anni ha disatteso più di qualche promessa.

Dalle mancate del premierato e dell’autonomia differenziata, passando alla difficoltà di gestione della stretta sulla sicurezza tanto propagandata in campagna elettorale, fino al fallimento delle politiche anti-migratorie, il Governo Meloni fatica a dare spiegazioni al suo elettorato. Sui social prosegue la campagna di informazione sui piccoli successi del Governo, ma sembra che anche i più vicini al partito inizino a mostrare un certo scetticismo nei confronti dell’azione della Presidente del Consiglio. Un’incertezza che pesa sui bilanci ma anche sui consensi e che potrebbe mettere in difficoltà Meloni alle urne.

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