Nessy Guerra, la giovane madre di Sanremo bloccata in Egitto, è stata condannata in appello per il reato di ”adulterio”, a seguito di una denuncia presentata dall’ex marito italo-egiziano.
L’impegno della Farnesina
Il Ministero degli Esteri, guidato da Antonio Tajani, ha confermato che l’Italia segue la vicenda con la massima attenzione ormai da diversi mesi. Attraverso l’Ambasciata italiana al Cairo, l’Italia sta garantendo protezione a Nessy Guerra, oltre che sostegno anche economico, amministrativo e personale, alla luce delle ripetute minacce denunciate dalla signora Guerra come provenienti dall’ex coniuge. Il Ministro Tajani ha sollevato personalmente il caso durante i colloqui con il suo omologo egiziano, Badr Abdelatty, ribadendo la necessità del pieno rispetto dei diritti fondamentali della madre e della figlia minore.
Il caso della bambina
La vicenda riguarda anche la libertà della figlia di Nessy, una bambina italo-egiziana di soli tre anni. Le autorità locali hanno infatti confermato il divieto di espatrio per la minore, richiesto dal padre. La piccola è oggetto di una complessa contesa legale per l’affidamento, che impedisce il suo rientro in Italia.
La strategia
L’Ambasciatore d’Italia al Cairo continua a porre il dossier all’attenzione delle autorità egiziane con lo scopo di evitare l’incarcerazione della madre e sbloccare la situazione della minore per permetterne il ritorno in sicurezza a Sanremo.
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