lunedì 15 Giugno 2026
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La capacità militare Usa in ginocchio per la guerra in Iran: prosciugate le riserve strategiche

Fonti del Pentagono confermano al New York Times la crescente preoccupazione relativa agli approvvigionamenti

Da Maria Vittoria Ciocci
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Gli Stati Uniti hanno consumato migliaia di missili nel conflitto in Iran: circa 1.100 missili da stealth a lungo raggio, mille Tomahawk, 1.200 intercettori Patriot e altri mille missili di precisione. Numeri che, secondo valutazioni interne al Pentagono, hanno portato a una significativa riduzione delle scorte strategiche americane. Lo confermano fonti del Congresso Usa al .

L’intensità delle operazioni ha inciso profondamente sulla capacità militare degli Stati Uniti. Le riserve degli armamenti avanzati, in parte progettati per un eventuale confronto con la Cina, risultano oggi a livelli considerati preoccupanti. Il consumo accelerato di munizioni, unito a costi elevatissimi – si parla di 4 milioni di dollari per ogni singolo intercettore Patriot –, ha comportato una spesa complessiva che oscilla tra i 28 e i 35 miliardi di dollari.

E le conseguenze si riflettono anche sugli equilibri strategici internazionali. In particolare, in Europa gli Usa hanno subìto la riduzione delle scorte, indebolendo inevitabilmente il fronte orientale della . Mentre in Asia lo spostamento di mezzi e sistemi di difesa verso il ha ridotto la presenza militare statunitense nell’area indo-pacifica. Anche Taiwan guarda con crescente preoccupazione l’escalation nel , temendo ingerenze da parte di Pechino.

Il conflitto, peraltro, ha portato alla le criticità strutturali dell’industria di difesa americana, ormai dipendente da intercettori e sistemi di difesa piuttosto costosi. Oltre all’impossibilità di essere sempre in grado di sostituire velocemente gli approvvigionamenti consumati. E così, per accelerare la produzione, Washington starebbe valutando di coinvolgere i settori civili, tra cui quello automobilistico. È un espediente, per intenderci, che veniva applicato durante la Seconda Guerra .

Infine, a pesare è anche l’elevato ritmo operativo delle forze armate. Che sono, infatti, impegnate su più fronti. Dal Medio Oriente al Mar , fino al supporto in altre zone di crisi. Una pressione che mette in difficoltà , mezzi e capacità logistiche e che rischia di mettere in ginocchio la capacità militare degli Stati Uniti di .

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