L’UE ha approvato una risoluzione che condanna la repressione politica a Cuba e il «sostegno materiale» alla Russia nell’invasione dell’Ucraina. Una collaborazione che ha seguito il reclutamento di cittadini cubani per combattere nel Donbass e l’allineamento con la linea autoritaria di Aleksandr Lukashenko in Bielorussia. Evidenzia quindi «la violazione dei diritti umani» e «la detenzione dei prigionieri politici». L’Europarlamento chiede «riforme democratiche» immediate per risolvere l’emergenza sociale ed economica che attanaglia l’isola. Nel voto della risoluzione Fratelli d’Italia e Lega si dividono, i primi a favore, mentre gli esponenti del Carroccio si astengono. Il sì arriva anche da Roberto Vannacci, Pd, Left e Verdi.
Cuba in ginocchio
Da mesi Cuba è in ginocchio a causa dell’embargo petrolifero statunitense, che ha aggravato la crisi economica già in atto. «La realtà esige cambiamenti urgenti e necessari», è il verdetto del presidente Miguel Diaz-Canel, pronunciato durante un discorso al Comitato Centrale del Partito Comunista. È stato quindi approvato un pacchetto di riforme, il cui obiettivo è quello di smuovere il mercato, attrarre i capitali dei residenti cubani che si sono trasferiti all’estero e limitare le ingerenze dello Stato nell’economia del Paese.
I provvedimenti, che vedono il sostengo dell’ex presidente Raul Castro, hanno ricevuto il benestare dell’Europarlamento, con la condizione che contemplino anche misure contro i responsabili della repressione nel territorio cubano. Ergo: sanzioni contro il complesso militare GAESA – che, si stima, possiede tra il 40% e il 70% dell’economia del Paese – e lo stesso Miguel Díaz-Canel. Gli eurodeputati hanno ribadito che «l’unica via d’uscita dalle difficoltà, dalla povertà e dall’isolamento che affliggono il popolo cubano risiede in un profondo cambiamento economico e politico».
Il desiderio è favorire lo sviluppo di un dibattito multipartitico nel quale ogni cittadino sia libero di esprimere il proprio dissenso senza il rischio di ripercussioni, che troppe volte si sono tradotte in persecuzione, tortura e omicidi. Tra le richieste dell’UE figurano anche il sostegno alle imprese private e indipendenti – così che possano evitare il collasso de’ L’Avana – e il ritorno in patria dei dissidenti condannati all’esilio. «Qualsiasi transizione», ribadisce Strasburgo, «deve includere tutti i cubani, sia sull’isola che nella diaspora». Mentre per quanto riguarda «il drammatico deterioramento» delle condizioni di vita, garantisce l’apertura di canali umanitari per inviare cibo, medicinali e approvvigionamenti energetici.
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