Tra chi parla di ddl sicurezza, politiche energetiche e riarmo, una buona parte di elettorato finisce in un buco nero di totale indifferenza: i lavoratori. A pesare sui sondaggi, infatti, non è solo la postura del Governo Meloni sui principali dossier internazionali o sul risarcimento a chi subisce un danno mentre commette un reato, bensì la noncuranza della maggioranza sul problema dei salari. Il 21 luglio l’Ufficio parlamentare di bilancio ha confermato la triste discesa del 6,6% degli ultimi 30 anni, mentre tutti gli altri 37 Paesi Ocse hanno registrato un progressivo aumento. Il cosiddetto «declino retributivo», tutto italiano, deriva dalle forme di occupazione a tempo e dal peso del settore terziario. La riduzione Irpef, predisposta dal Governo Draghi e confermata dall’attuale esecutivo, è una goccia rispetto all’entità del problema.
Eppure, sembra che per Palazzo Chigi le priorità siano altre. Tra queste, arginare l’ascesa di Roberto Vannacci e del suo Futuro Nazionale. Il dibattito politico, di conseguenza, non converge tanto su ciò che affligge i cittadini, bensì su chi rivendica il primato sulle norme riguardanti l’ordine pubblico, il contrasto di scippi, rapine e maranza, insieme all’annullamento della proporzionalità della legittima difesa. Ma se il generale, per ora, non deve rendere conto a nessuno, la premier Giorgia Meloni non può certo ergersi a paladina dei temi difesi dai vannacciani, poiché deve rispondere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Costituzione.
Nel frattempo, però, chi non viene considerato dalla politica ha solo un modo per manifestare il proprio disappunto: il voto e l’indice di gradimento. E infatti il centrodestra comincia, piano piano, a scendere nei sondaggi. Non solo la Lega di Matteo Salvini, che rischia di non recuperare più Roberto Vannacci, ma anche il partito guidato dalla stessa Giorgia Meloni. Secondo un sondaggio Swg del 20 luglio, per La7, Fratelli d’Italia a perso lo 0,3% ed è sceso sotto il 27%. Una percentuale irrisoria, se non fosse che questo declino, ormai, non rappresenta più un caso isolato, ma una tendenza.
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