lunedì 15 Giugno 2026

L’Iran non cede all’ultimatum. Trump si prepara al negoziato

Scontro sullo Stretto di Hormuz e prove di dialogo: Washington studia una via politica mentre Teheran alza la minaccia energetica

Da Redazione
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La tensione resta alta nel , ma dietro le dichiarazioni dure si muove anche la . Gli studiano un possibile tavolo con Teheran, mentre l’Iran risponde alle pressioni con un avvertimento che pesa su tutto il mercato del petrolio.

Il nodo centrale è lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il energetico mondiale. I vertici militari iraniani hanno fatto sapere che, in caso di attacchi americani contro le del Paese, il corridoio marittimo verrebbe chiuso del tutto. Una scelta che avrebbe effetti globali, visto che da lì passa una quota enorme del greggio diretto verso Europa e Asia. Secondo analisi, il traffico nello stretto è già ridotto al minimo. Solo una piccola parte delle navi riesce a transitare rispetto ai livelli precedenti alla crisi. Un segnale chiaro: l’Iran vuole dimostrare di avere leve forti sul piano economico e strategico.

Sul fronte opposto, la Casa Bianca lavora a un canale di dialogo. Il presidente americano sta costruendo una squadra incaricata di sondare la disponibilità iraniana. Tra i nomi in campo ci sono emissari di fiducia, chiamati a gestire contatti delicati in una fase segnata da diffidenza reciproca.

Washington ha posto severe: stop al programma in alcuni siti chiave, controlli esterni sulle tecnologie sensibili e fine del sostegno a gruppi armati nella regione. Teheran, dal canto suo, chiede un e compensazioni per i danni subiti.

È una partita di forza e nervi. Da una parte la militare, dall’altra il tentativo di evitare uno scontro aperto. Il resta lontano, ma nessuno sembra pronto a chiudere la porta.

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