martedì 22 Settembre 2026

L’Istat smentisce il Governo: deficit al 3,1%, l’Italia resta sotto tutela UE. Giorgetti: «Usciremo nel 2027»

I dati definitivi dell'Istat affondano l'ottimismo dell'esecutivo: il rapporto deficit/Pil non scende sotto la soglia del 3%, costringendo il Ministero dell'Economia ad ammettere il fallimento del piano di rientro anticipato dalle sanzioni europee. Con il debito in salita, la prossima legge di bilancio si preannuncia lacrime e sangue

Di Redazione
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I numeri ufficiali dell’Istat demoliscono la narrazione del governo Meloni sul risanamento della finanza pubblica. Nel 2025 l’indebitamento netto si è inchiodato al 3,1% del — con un peggioramento di 355 milioni di euro alle stime di primavera —, mandando in la promessa di abbattere il muro del 3% per ottenere l’archiviazione della procedura per deficit eccessivo aperta da Bruxelles. Lo stop della Commissione europea costringe il ministro Giancarlo a un’amara ritirata strategica: prendere atto «con rammarico» del verdetto e rinviare ogni speranza di liberarsi dalla morsa UE al lontano 2027. Un brusco ridimensionamento per una che aveva scommesso sull’uscita rapida dalla sorveglianza speciale di Bruxelles.

Debito al 136,7%: la scure sulla prossima di bilancio

A completare il quadro dei conti in affanno c’è la fiammata del debito , schizzato al 136,7% del Pil dal 134,2% registrato nel 2024. A nulla sono servite le lievi rettifiche del passato: il macigno dell’indebitamento statale continua a drenare risorse e a zavorrare le prospettive di del Paese. Il fallimento del piano concordato con la Commissione europea si trasforma così in una trappola per Palazzo Chigi. Con il vincolo rigorista ancora attivo e i conti sbilanciati, la stagione dei bonus e delle promesse elettorali si chiude definitivamente: per Meloni e Giorgetti la stesura della prossima manovra economica diventa un percorso obbligato di tagli, rigore e zero margini di spesa.

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