Gravissimo episodio in Cisgiordania, dove quattordici volontari italiani sono stati tratti in arresto dalle forze locali nel corso della mattinata. Tra le persone fermate figura anche Giorgia Lombardi, consigliera comunale di La Spezia, impegnata sul campo in un’iniziativa di solidarietà e presenza internazionale a fianco delle comunità locali.
La notizia ha fatto scattare l’allerta immediata delle istituzioni locali e nazionali. Il Comune di La Spezia ha dichiarato di seguire con estrema preoccupazione l’evoluzione dei fatti, attivando direttamente i canali del Ministero degli Esteri. L’Unità di Crisi della Farnesina, in stretto raccordo con il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme, ha avviato le procedure d’urgenza per acquisire dettagli sul fermo e tutelare l’incolumità fisica della consigliera e degli altri cittadini italiani coinvolti.
La spedizione di pace e la protesta della sinistra: «Fermati mentre raccoglievano le olive»
L’arresto del gruppo di attivisti è avvenuto mentre i volontari prestavano assistenza ai contadini palestinesi durante la tradizionale campagna di raccolta delle olive, una delle attività economiche e simboliche centrali dei territori occupati.
L’episodio ha scatenato la durissima reazione delle forze d’opposizione. Il segretario regionale del Partito Democratico ligure Davide Natale e il segretario provinciale spezzino Marco Baruzzo hanno espresso piena solidarietà agli arrestati, definendo l’azione delle autorità locali come un abuso inaccettabile:
«Si tratta di un atto grave messo in campo nei confronti di cittadini che volevano testimoniare vicinanza e aiutare nella raccolta delle olive. È una violenza a cui si è accompagnata una privazione della libertà assolutamente immotivata e fuori da ogni regola: chiediamo un rapido intervento del governo italiano per ripristinare la legalità».
L’affondo di Rifondazione: «Gesto di coraggio contro l’occupazione»
Ancora più drastica la presa di posizione dei rappresentanti ligure e provinciale di Rifondazione Comunista, Jacopo Ricciardi, Luca Marchi e Matteo d’Imporzano. I dirigenti del Prc hanno denunciato l’operazione militare rivendicando il valore politico dell’iniziativa condotta da Lombardi e dal gruppo di volontari.
I rappresentanti di Sinistra e Rifondazione hanno sottolineato che «l’iniziativa di Giorgia rappresenta un gesto di responsabilità e di coraggio che si inserisce nella tradizione della solidarietà tra i popoli», ribadendo che «essere presenti e prendere posizione contro l’occupazione e il genocidio significa non accettare l’indifferenza di fronte a ciò che continua a subire la popolazione palestinese».

