Una nuova e massiccia ondata di falsi allarmi bomba ha paralizzato per ore i cieli europei, provocando la deviazione dei voli di linea, il decollo dei caccia militari di scorta e gravi disagi ai passeggeri. Sono almeno una ventina gli aerei coinvolti su scala continentale, di cui ben sette in partenza o diretti nei principali scali italiani di Roma Fiumicino e Milano Malpensa.
L’emergenza ha spinto il governo a rialzare al massimo il livello di attenzione, inquadrando gli attacchi in un disegno di destabilizzazione coordinata su cui stanno già indagando le autorità nazionali e le agenzie internazionali.
Le minacce firmate “Stato Maschile” e il caos nei cieli
L’allerta è scattata nelle prime ore del mattino di ieri, giovedì 5 novembre, a seguito della ricezione di un messaggio di posta elettronica indirizzato agli scali con l’oggetto “segnalazione di minaccia”. La mail, scritta in italiano e inviata da indirizzi protetti come Proton Mail, recitava: «L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso». A firmare la nota sono stati i “Combattenti dello Stato Maschile”, una sigla che richiama il gruppo ultranazionalista e misogino russo Muzhskoye Gosudarstvo.
Gli investigatori della Polaria e della Polizia Postale sono al lavoro per tracciare gli indirizzi IP e identificare i server di transito. Gli inquirenti valutano la matrice unica e il collegamento con gli eventi dei giorni scorsi, che avevano già sfiorato centinaia di istituti scolastici italiani e diversi voli commerciali in Francia, Belgio, Austria e Bulgaria. Particolarmente delicato l’episodio che ha coinvolto il volo Dublino-Roma, scortato dai caccia francesi e fatto atterrare nello scalo militare di Évreux dopo una fase di forte tensione e incertezza operativa.
Tajani al Quotidiano Nazionale: «Mosca cerca di destabilizzare e creare panico»
Sulla vicenda è intervenuto in modo fermo il ministro degli Esteri Antonio Tajani che, in un’intervista concessa al Quotidiano Nazionale, ha inquadrato la catena di attacchi nella cornice delle minacce ibride dirette contro i Paesi europei. Tajani ha ricordato che «hacker filorussi hanno già rivendicato gli attacchi dei giorni scorsi ai supermercati», pur precisando che «per questi ultimi allarmi non abbiamo ancora le prove».
Il vicepremier ha tracciato il quadro dei rischi per la sicurezza continentale spiegando che «sappiamo bene che Mosca non dichiarerà mai una guerra militare all’Europa. Ma sappiamo anche che tenterà di destabilizzare, creare panico e problemi alla vita quotidiana», aggiungendo come monito che colpire gli ospedali «sarebbe davvero un’azione criminale». Tajani ha infine assicurato che l’Italia sta adottando le contromisure necessarie insieme agli alleati, spiegando che sul fronte della prevenzione «sono coinvolti tutti i ministeri, l’Agenzia per la cybersicurezza e i nostri servizi».

