venerdì 6 Novembre 2026
Meloni e Mattarella

Mattarella ad Amatrice gela Meloni e Valditara: “La scuola unisce e non crea ghetti”

Nel giorno dell'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, il Presidente della Repubblica cita l'articolo 34 della Costituzione e traccia la rotta sull'inclusione degli studenti stranieri. Un monito trasparente che smentisce l'annuncio della premier sul tetto agli alunni immigrati, incassando l'immediato sostegno della Cei

Di Redazione
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Non serve leggere tra le righe per cogliere il peso politico della lezione che Sergio Mattarella ha impartito da Amatrice, scelta insieme ad Arquata del Tronto e Norcia per l’inaugurazione dell’anno scolastico. All’indomani dell’annuncio di su un provvedimento destinato a fissare per legge un tetto massimo di studenti per classe, il Capo dello Stato ha richiamato l’ principi fondamentali della Carta: «La scuola è la più efficace leva di ed è aperta a tutti», ha scandito citando testualmente l’articolo 34 della Costituzione.

Un affondo diretto contro la tentazione di erigere barriere ideologiche tra i banchi: il compito delle istituzioni, ha ribadito l’inquilino del Colle, è «aiutare a non formare ghetti e a non alzare muri di incomunicabilità», producendo sociale anziché lacerazioni. Il monito è arrivato alla presenza del ministro dell’Istruzione , seduto in prima fila, mentre dal fronte ecclesiale il presidente della Cei Matteo Zuppi ha subito blindato la linea del Colle, ricordando che la scuola non può discriminare per provenienza o contesto sociale.

Etica contro la violenza e trappole dell’algoritmo

Il discorso del Presidente ha poi abbracciato le grandi sfide educative del presente, a partire dall’impatto delle nuove tecnologie sui giovani. Sollecitato dal dialogo con gli studenti, Mattarella ha messo in guardia dai rischi di “colonizzazione del pensiero” portati dai social e dall’intelligenza artificiale, esortando i ragazzi a usare i «per pensare in proprio e liberamente, non per consegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporre». Ampio spazio è stato dedicato anche al clima di crescente aggressività dentro e fuori gli istituti: contro il bullismo, le violenze sui e le «miserabili pretese di supremazia» nei confronti delle ragazze, il Capo dello Stato ha invocato la ricostruzione di un’etica condivisa e l’ tra famiglie e insegnanti. La libertà, ha concluso Mattarella augurando buon lavoro agli studenti, è autentica solo se garantita a tutti senza distinzioni.

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