Non serve leggere tra le righe per cogliere il peso politico della lezione che Sergio Mattarella ha impartito da Amatrice, scelta insieme ad Arquata del Tronto e Norcia per l’inaugurazione dell’anno scolastico. All’indomani dell’annuncio di Giorgia Meloni su un provvedimento destinato a fissare per legge un tetto massimo di studenti stranieri per classe, il Capo dello Stato ha richiamato l’esecutivo ai principi fondamentali della Carta: «La scuola è la più efficace leva di integrazione ed è aperta a tutti», ha scandito citando testualmente l’articolo 34 della Costituzione. Un affondo diretto contro la tentazione di erigere barriere ideologiche tra i banchi: il compito delle istituzioni, ha ribadito l’inquilino del Colle, è «aiutare a non formare ghetti e a non alzare muri di incomunicabilità», producendo coesione sociale anziché lacerazioni. Il monito è arrivato alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, seduto in prima fila, mentre dal fronte ecclesiale il presidente della Cei Matteo Zuppi ha subito blindato la linea del Colle, ricordando che la scuola non può discriminare per provenienza o contesto sociale.
Etica contro la violenza e trappole dell’algoritmo
Il discorso del Presidente ha poi abbracciato le grandi sfide educative del presente, a partire dall’impatto delle nuove tecnologie sui giovani. Sollecitato dal dialogo con gli studenti, Mattarella ha messo in guardia dai rischi di “colonizzazione del pensiero” portati dai social e dall’intelligenza artificiale, esortando i ragazzi a usare i cellulari «per pensare in proprio e liberamente, non per consegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporre». Ampio spazio è stato dedicato anche al clima di crescente aggressività dentro e fuori gli istituti: contro il bullismo, le violenze sui docenti e le «miserabili pretese di supremazia» nei confronti delle ragazze, il Capo dello Stato ha invocato la ricostruzione di un’etica condivisa e l’alleanza tra famiglie e insegnanti. La libertà, ha concluso Mattarella augurando buon lavoro agli studenti, è autentica solo se garantita a tutti senza distinzioni.





