giovedì 16 Luglio 2026

Malattie cardiovascolari, al Senato piano europeo per ridurre mortalità

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte in e in , con un impatto crescente sulla salute pubblica, sulla qualità della dei cittadini e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Nel nostro Paese provocano 25 morti ogni ora, oltre 220mila ogni anno, e sono del 30,9% di tutti i . A livello europeo coinvolgono oltre 62 milioni di persone nei 27 Stati membri, generando un costo economico stimato in più di 280 miliardi di euro l’anno tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttività. Il dato più significativo resta tuttavia quello legato alla prevenzione: secondo l’Iss fino all’80% delle morti cardiovascolari potrebbe essere evitato attraverso diagnosi precoce, corretti stili di vita e percorsi di cura tempestivi ed efficaci. E’ partendo da questa emergenza che questa mattina, nella Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede del Senato, si è tenuto il convegno nazionale dedicato al ‘Safe hearts plan’, il Piano europeo per la salute cardiovascolare pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre . Il piano, promosso dall’Ue per affrontare in modo coordinato quella considerata la più grande emergenza sanitaria del continente, individua tre direttrici prioritarie di intervento – prevenzione, diagnosi precoce e screening, miglioramento delle – e definisce un obiettivo ambizioso, ma preciso: ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035.  

Il convegno, organizzato con il supporto scientifico dell’Inrc – Istituto nazionale ricerche cardiovascolari, ha riunito rappresentanti del ministero della Salute, presidenti di federazioni sanitarie nazionali, cardiologi, medici di medicina generale e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di tradurre gli obiettivi europei in una proposta operativa concreta per rafforzare il italiano. “Portare il Safe hearts plan al Senato non è un atto simbolico: è il primo passo per trasformare un documento europeo in politica sanitaria nazionale – ha detto Francesco Fedele, dell’Inrc – Sappiamo che la maggior parte di queste morti è prevenibile. Oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche, degli strumenti clinici e di un quadro programmatico chiaro. La vera sfida è tradurre tutto questo in azioni strutturali e coordinate, capaci di incidere realmente sulla prevenzione e sulla mortalità cardiovascolare nel nostro Paese”. 

Le conclusioni della giornata – si legge in una nota – confluiranno in un documento programmatico che verrà sottoposto alle competenti commissioni parlamentari e alle autorità sanitarie nazionali, con l’obiettivo di definire standard condivisi e percorsi diagnostico-terapeutici applicabili uniformemente su tutto il territorio nazionale, a partire dal Mezzogiorno dove il divario nella mortalità cardiovascolare rispetto al resto del Paese si è allargato anziché ridursi. 

cronaca

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