L’intitolazione dell’aeroporto di Milano–Malpensa a Silvio Berlusconi si trasforma nel teatro di un durissimo confronto a distanza tra centrodestra e centrosinistra. Alla cerimonia per la posa della targa al Terminal 1, l’assenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala ha fatto da innesco a un botta e risposta serrato con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Le stoccate di Salvini e l’emozione di Marina
Senza citare direttamente il primo cittadino milanese, il leader della Lega ha aperto la polemica puntando il dito contro chi ha deciso di non presentarsi alla celebrazione: «Sento un minimo di dispiacere per gli assenti. Questa non è una giornata politica e ricordiamo Berlusconi come uno dei più grandi imprenditori italiani». Salvini ha poi aggiunto: «Abbiamo vissuto ricorsi e controricorsi, ma poi siamo arrivati alla giornata di oggi. In questo momento servirebbe lo spirito di unione di Silvio Berlusconi». Infine, la chiusura sulla tenuta della scelta: «L’invidia passa sempre, l’amore resta e da domani sarà ancora più bello atterrare all’aeroporto di Malpensa dedicato a Silvio Berlusconi, che mi farà sentire Milano e la Lombardia ancora di più casa mia».
A sottolineare il valore dell’evento è arrivata anche la nota commossa della figlia dell’ex premier, Marina Berlusconi: «La consapevolezza che l’aeroporto Milano-Malpensa Silvio Berlusconi accoglierà ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo mi riempie di orgoglio e di emozione. Che nome migliore potrebbe avere un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi?».
La dura replica di Sala: “Meglio l’assenza di un finto sorriso”
La reazione del primo cittadino di Milano non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, Sala ha chiarito le ragioni del proprio boicottaggio: «Sento qualcuno lamentarsi della mia assenza all’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi. A dire il vero non si cita il mio nome, ma la sostanza è quella».
Il sindaco ha poi rivendicato la linea tenuta fin dal primo momento: «Ho lottato contro questa decisione. Cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso? Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo? Sono un uomo coerente e cerco di ricordarmene ogni giorno». Sala ha infine spiegato la propria sovrapposizione d’agenda: «Segnalo che nello stesso momento ero, con la fascia di sindaco Metropolitano, a Inveruno per inaugurare una piazza a Piersanti Mattarella e ho preferito essere lì».
Il botta e risposta chiude un iter istituzionale durato tre anni, segnato dalla contrarietà di Romano Prodi — che definì la proposta «illogica» ricordando gli scali intitolati a «Leonardo da Vinci e Galileo Galilei» — e dai ricorsi al Tar promossi dai Comuni dell’area aeroportuale prima del definitivo via libera.





