giovedì 16 Luglio 2026

Mazzotta (Spallanzani): “Con PrEP long acting migliore aderenza a prevenzione Hiv”

Di La Sintesi Online
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() – “La copertura dei giorni di PrEP è significativamente maggiore nelle persone che assumono la long acting rispetto a chi la PrEP orale”. Lo ha sottolineato Valentina Mazzotta, responsabile Uos Counseling test e profilassi dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, di riferimento regionale Hiv/Aids, alla 18esima edizione di Icar – Italian Conference on Aids and Antiviral Research che si chiude oggi a Catania, commentando i risultati dell’ della coorte italiana multicentrica PrIDE, che ha raccolto i dati sugli utilizzatori della profilassi pre-esposizione in Italia, sia nella formulazione orale sia in quella a rilascio prolungato. 

“Il confronto tra i due gruppi – spiega Mazzotta – mostra differenze che aiutano a leggere anche le difficoltà di aderenza nella pratica quotidiana. Tra gli utenti long acting, ad esempio, risulta più rappresentata la componente femminile, che è maggiore rispetto alle che utilizzano una terapia orale”. Per misurare l’aderenza, il team ha utilizzato la proporzione di giorni coperti dal (Pdc): “Nel long acting la copertura è più alta – evidenzia – Nel caso della PrEP orale, tra i predittori di scarsa aderenza emerge un possibile affaticamento nel . Chi inizia (naïve) mostra un rischio minore, mentre le difficoltà possono aumentare con il proseguire dell’assunzione quotidiana”. 

“Se consideriamo le iniezioni di caboegravir, l’analisi delle somministrazioni ‘in ‘ indica una percentuale on time del 92,7%, stabile nel tempo – riporta l’esperta – Le interruzioni totali sono 38 su 493 persone (7,7%): 3,2% stop definitivi e 4,5% switch alla PrEP orale. Le sono soprattutto logistiche o legate a scelte di vita, come ad esempio l’avvio di una relazione monogama, mentre le interruzioni connesse al farmaco sono 2,6%, con nel sito d’iniezione nell’1,4% dei casi, prevalentemente con dolore o noduli e pochi sintomi sistemici sotto l’1%. In real life la PrEP long acting è risultata fattibile, ben tollerata e può offrire una risposta concreta a chi fatica a mantenere l’aderenza alle compresse”. 

cronaca

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