mercoledì 28 Ottobre 2026
Meloni e Tajani

Meloni avvisa Forza Italia: «Se non passano le preferenze, si va al voto anticipato»

La presidente del Consiglio avrebbe deciso di sfidare Forza Italia sulla legge elettorale. Presto l'emendamento al Senato: se non dovesse passare, la legislatura terminerà già in autunno. Ma la vera trappola sarebbe ancora una volta la Camera

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Giorgia Meloni prova a rimettere ordine in una maggioranza sempre più divisa. Secondo il retroscena di Andrea Colombo per il manifesto, la del Consiglio avrebbe deciso di sfidare Forza Italia sulla elettorale: al Senato arriverà l’emendamento sulle preferenze e, se non dovesse passare, la minaccia sarebbe quella di andare al voto già in autunno. Un modo per costringere gli alleati alla disciplina, ma anche il segnale di un centrodestra ormai attraversato da tensioni e fratture su quasi tutti i dossier.

La sfida sulle preferenze

Gli avevano minacciato di bocciare le preferenze anche con voto palese. Dopo l’avvertimento della presidente del Consiglio, però, potrebbero fermarsi prima dello strappo. Chiederanno modifiche, limature e garanzie, ma difficilmente apriranno una crisi frontale al Senato.
L’emendamento di dovrebbe arrivare presto, mentre quello di , che introdurrebbe anche la nei listini, è già pronto. A Palazzo Madama, con il voto palese, la maggioranza dovrebbe tenere.

Il rischio alla Camera

Il problema vero è Montecitorio. Una volta superato il vaglio del Senato, la legge dovrà tornare alla Camera, dove il può riaprire la partita dei . È lì che le diverse strategie dei partiti di centrodestra potrebbero tornare a manifestarsi.
L’avvertimento di Meloni serve proprio a questo: far capire a Forza Italia che un nuovo sgambetto sulle preferenze potrebbe portare alla fine della . Una circostanza che sia gli azzurri che i leghisti, in affanno nei , preferirebbero evitare.

I fronti aperti

Quello sulle preferenze non è l’unico fronte aperto nel centrodestra: sulle intercettazioni FdI e Forza Italia sono quasi al muro contro muro, intanto la Lega chiede il Viminale per Salvini e va da sola sulla riforma della legittima difesa. Meloni tenta la prova di forza sulla legge elettorale perché sa che Fratelli d’Italia è l’unico partito della maggioranza con un consenso solido, attrezzato per andare al voto in qualsiasi momento senza generare il panico tra le proprie fila. Ma il diktat agli alleati è il segno di una maggioranza che non va più d’accordo su nulla, e che non riesce più a risolvere diplomaticamente i propri conflitti.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata